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Il TAR
del Molise annulla una decisione dell'Ufficio Scolastico Regionale sulle ore di sostegno
Tratto da www.superando.it - È interessante la
Sentenza n. 452/11 del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del
Molise, depositata il 26 luglio scorso, con la quale si annulla la
decisione dell'Ufficio Scolastico Regionale di assegnare un numero di ore di
sostegno inferiori a quelle indicate nella Diagnosi Funzionale e richieste nel
PEI (Piano Educativo Individualizzato).
Si tratta di un provvedimento significativo perché - dopo aver
citato le norme fondamentali circa il diritto al massimo delle ore di sostegno a
seguito della certificazione di grave disabilità - esso annulla il taglio
delle ore, operate dall'Ufficio Scolastico Regionale, per «difetto di
motivazione» ed è questa una delle ragioni tipiche di annullamento per eccesso
di potere, che riguarda tutti gli atti amministrativi. Ciò significa che -
anche senza operare una ricognizione di tutta la normativa per individuare la
violazione di legge, altro motivo tipico di annullamento di tutti gli atti
amministrativi - il TAR ha dichiarato quell'atto lesivo dei princìpi generali
sanciti in materia dalla Legge 241/90 (Nuove norme in materia di
procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi).
E soprattutto significa anche che le declaratorie di nullità
dei tagli alle ore di sostegno sono diventate ormai una procedura di
routine. Infatti, in base alla Costituzione, ogni atto amministrativo
dev'essere sufficientemente motivato, pena la sua illegittimità.
Nel caso di specie, l'Amministrazione Scolastica non ha
appunto fornito alcuna motivazione circa la riduzione delle ore assegnate
rispetto a quelle indicate nella Diagnosi Funzionale dell'ASL. Invero,
l'Amministrazione stessa avrebbe dovuto rispondere che la motivazione esisteva
ed era quella dovuta ai tagli alla spesa pubblica, ma, così dicendo, essa
sarebbe incappata nel principio fissato dalla Corte Costituzionale, la cui
Sentenza 80/10 stabilisce che il nucleo essenziale di un diritto
costituzionalmente garantito come quello all'inclusione scolastica, e in
particolare al sostegno didattico, non può essere compresso a causa di motivi di
bilancio.
Se questa giurisprudenza si consoliderà, sarà dunque ancora
più facile ottenere sentenze di aumento delle ore di sostegno, che non siano
motivate da effettive prove del miglioramento della situazione dell'alunno con
disabilità. Basterà infatti dimostrare l'inesistenza o l'insufficienza di
motivazione della riduzione delle ore, per vincere la causa che, come avviene in
questi casi, provoca la soccombenza dell'Amministrazione, con conseguente
condanna della stessa alla rifusione delle spese alle famiglie.
Unico rilievo - sotto un profilo pedagogico - è che la
Magistratura non va tanto per il sottile e si basa fondamentalmente su quanto
detto nella Diagnosi Funzionale dell'ASL. Ciò significa che - più che su
ragioni di carattere pedagogico - la Magistratura si basa su motivazioni di
carattere sanitario e questo non è in linea con la cultura dell'inclusione
scolastica e con i criteri dell'ICF (la Classificazione Internazionale del
Funzionamento, della Salute e della Disabilità fissata dall'Organizzazione
Mondiale della Sanità), che impongono una valutazione biopsicosociopedagogica
dei bisogni educativi speciali, per assegnare le risorse necessarie.
E in ogni caso, in un momento di tagli lineari alle spese della
scuola, privi di alcuna motivazione di carattere pedagogica, anzi in contrasto
con essa, fa bene la Magistratura a garantire i diritti che l'Amministrazione
viola con estrema facilità, non fornendo una preparazione sufficiente ai docenti
curricolari e non rispettando il numero di venti studenti nelle classi con
alunni con disabilità, uniche condizioni che potrebbero consentire una
riduzione del massimo delle ore di sostegno, perché favorirerebbero una vera
presa in carico del progetto di inclusione da parte dell'intero Consiglio di
Classe.
Non si può dunque fare altro che ringraziare la Magistratura
perché, in un momento di gravi attentati ai diritti delle persone con
disabilità, tiene alta la fiaccola del valore della legalità e della tutela dei
più deboli.
Articolo di Salvatore Nocera, Vicepresidente nazionale della
FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap cui Anffas Onlus
aderisce).
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29 settembre 2011
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