La FISH smentisce l’INPS sui falsi invalidi
Un'intervista al
Presidente Mastrapasqua, ma la FISH chiede trasparenza e rispetto dei diritti
civili delle persone con disabilità
riceviamo e pubblichiamo il Comunicato Stampa Fish Onlus*
Com'era prevedibile, l'INPS, sottoposto a critiche e a
richieste di chiarimenti dai Cittadini, dalle Associazioni e dai suoi
stessi medici, reagisce ribadendo il suo ruolo salvifico contro la piaga del
secolo: i falsi invalidi. Lo fa con un' intervista al Presidente
Mastrapasqua a cui il Corriere della Sera concede oggi (16 febbraio)
un'intera pagina corredata di dati espressi in funzione di una ben precisa tesi:
l'INPS è efficiente, efficace e giusta, combatte le odiose evasioni ed è dalla
parte dei Cittadini. Si guarda bene il Presidente Mastrapasqua dal commentare
lo sfacelo che si trova davanti qualsiasi Cittadino che oggi richieda
l' accertamento dell'invalidità, un diritto civile da cui ne discendono
degli altri strettamente necessari a sopravvivere dignitosamente. Si limita il
Mastrapasqua ad ammettere che si è ben lontani dai 120 giorni di tempo
massimo fra la domanda e la concessione eventuale della pensione, ma l'anno di
attesa media è da imputare all'arretrato delle ASL... non certo alla procedura
burocratica e informatica attivata da oltre un anno dall'Istituto. Insomma, i
dati sui falsi invalidi sono funzionali a mettere in un angolo il fatiscente
stato delle procedure ordinarie, quelle per le vere persone con
disabilità. E anche sui dati ci sono alcuni silenzi inquietanti e ben
poca trasparenza. Che in Italia vi fossero delle sacche di furberie, che le
provvidenze per gli invalidi venissero usate come ammortizzatore sociale, che
talora vi fossero infiltrazioni mafiose, la FISH lo ha denunciato ben prima che
Mastrapasqua si occupasse di invalidi (veri e soprattutto falsi) su ordine del
Ministro Tremonti e con il solo fine di restringere la spesa
assistenziale.
Ma l'INPS, enfatizzando le revoche, dimentica di dire che ha
cambiato le regole in corsa, modificando senza nessuna indicazione del
Parlamento i criteri per il riconoscimento dell'indennità di
accompagnamento. Secondo Mastrapasqua a suo tempo le ASL "potrebbero essere
state troppo generose". L'INPS parla di revoche di pensioni, scordando di dire
che per revocare un assegno basta abbassare la percentuale di invalidità di un
punto. Per togliere l'indennità di accompagnamento basta riconoscere che un
anziano è "solo" invalido al 100%. E sono queste le situazioni che
quotidianamente ci vengono segnalate: persone con Alzheimer, con autismo, con
tetraparesi spastica a cui viene revocata l'indennità. La stessa Unione Italiana
Ciechi non più tardi di qualche giorno fa ha denunciato in modo documentato le
vessazioni cui sono stati costretti moltissimi non vedenti. Pertanto in
moltissimi di quei casi che compongono il 23% di revoche, l'INPS ha dichiarato
non che le persone non erano con disabilità, ma che non erano (con il suo metro)
sufficientemente invalidi per avere 250 euro di pensione. E Mastrapasqua
sembra poi non ricordarsi che l'INPS è la più grande fabbrica di ricorsi
che ci sia in Italia. Con grande gioia dei periti e degli avvocati e con meno
gradimento per la giustizia civile. Un dato per tutti: a inizio 2011 erano
giacenti 822.959 cause relative all'invalidità civile. Le cause concluse nel
corso del 2009 sono state 137.154. Il giudice ha dato ragione all'INPS in
58.866 casi. Meno della metà, visto che in 64.063 casi il giudice ha dato
ragione agli invalidi. Nel corso del 2011 l'INPS, avendo cambiato
arbitrariamente le regole per la concessione dell'indennità di accompagnamento
senza nessun supporto normativo, perderà un numero ben maggiore di cause,
costringendo a ingenti spese l'erario e causando enormi disagi alle persone con
vera disabilità. Va ricordato infine che l'INPS è titolare da ben quattro anni
delle funzioni di verifica su tutti i certificati di invalidità emessi
dalle ASL. Prima quella competenza era del Ministero del Tesoro. "Oggi – dice
Mastrapasqua – un vero invalido si vergogna di dirlo perché teme di essere
additato come un falso invalido". E questa è l'unica affermazione che la FISH
sottoscrive: è lo stigma sociale che l'INPS, le dichiarazioni di Tremonti
e certa stampa hanno contribuito a diffondere. L'INPS, secondo le parole di
Mastrapasqua, ha anche una "funzione di deterrenza". Sbaglia il termine. Non è
"deterrenza". È una funzione di terrorismo: e l'INPS ci riesce
benissimo. La FISH chiede trasparenza sui dati che interessano i
Cittadini e il bilancio dello Stato. La FISH chiede il rispetto dei diritti
civili la cui prima garanzia, in questo caso, sta nelle prerogative di
controllo attribuite al Parlamento.
17 febbraio 2011
* Federazione Italiana Superamento Handicap cui Anffas aderisce
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- Persone
con disabilità e ritardi INPS: interrogazioni della FISH
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