Lettera aperta dalla FISH al Presidente del Consiglio
Egregio signor Presidente,
non possiamo non rammentare il sostegno che, con la sua
presenza e le sue parole, espresse in occasione della nostra mobilitazione
contro la Finanziaria dello scorso anno, sfociata nella partecipata
manifestazione davanti a Montecitorio nel dicembre scorso.
Non possiamo non apprezzare quelle pregnanti considerazioni
enunciate nel più recente Documento di Programmazione Economica e Finanziaria
(2007-2011) elaborato dal Ministero dell'Economia: "Partiamo da una quota
inferiore alla media europea di risorse dedicate al sostegno dei redditi bassi e
precari e delle responsabilità familiari, nonché alla fornitura di servizi
sociali e abitativi alle famiglie e ai non-autosufficienti. È opportuno, nel
rispetto dei vincoli di finanza pubblica, avviare azioni di riforma che
accrescano l'efficienza e potenzino l'efficacia delle politiche sociali. Tali
azioni, di ispirazione universalistica, andranno incardinate sulla Legge quadro
di riforma dell'assistenza (Legge 328/2000 ), agendo anche sui punti critici che la sua applicazione ha
evidenziato."
Le prossime Leggi Finanziarie rappresenteranno per il suo
Governo, l'occasione per rendere operative queste intenzioni, e per la nostra
Federazione, l'opportunità di offrire la propria esperienza e la propria
capacità progettuale per partecipare in modo fattivo alla definizione –
finalmente – di nuove politiche a favore della disabilità e della non
autosufficienza.
Siamo parte sociale, attenta e con forte responsabilità civile.
Parte sociale, con proprie peculiarità e conoscenze non delegabili ad altri
soggetti, pur qualificati e altrettanto responsabili.
Avvicinandoci speditamente all'elaborazione della prossima
Legge Finanziaria, vorremmo, con il suo autorevole supporto, sgombrare il campo
da alcuni timori che finirebbero per farci giocare in strenua difesa del
particolare, anziché utilizzare le nostre energie per una più costruttiva
progettualità in un clima di condivisione, partecipazione e inclusione.
La nostra priorità sono i più deboli fra i deboli, cioè i
non-autosufficienti, proprio quelle persone – concrete e latori di necessità ad
altissimo contenuto assistenziale – che trovano oggi risposta a gran parte dei
loro bisogni dalla rete familiare e del volontariato.
Nella precedente legislatura, si è largamente dibattuto di un
Fondo per la non autosufficienza. Uno specifico testo era stato approvato dalla
Commissione Affari Sociali, ma cassato dall'allora Ministro dell'Economia che
non intendeva introdurre alcuna nuova imposta per alimentare quel Fondo.
La mobilitazione dei sindacati attorno a quel testo,
trasformato in proposta di legge, ha raccolto 5 milioni di firme. Il testo in
questione (AC 422) è stato depositato a firma dell'onorevole Zanotti e
sottoscritto da ben 70 deputati.
Come ovvio, la nostra Federazione, aderisce perfettamente
all'ipotesi di una costituzione del Fondo per i non autosufficienti. I dubbi
semmai, sorgono su come verrà alimentato tale Fondo, aspetto tutt'altro che
secondario.
Attualmente agli invalidi civili totali viene erogata, al solo
titolo della minorazione, un'indennità di accompagnamento. Analoga provvidenza è
riservata ai ciechi assoluti, e ai sordomuti.
L'ipotesi di far confluire nel Fondo quanto attualmente
destinato a queste – purtroppo irrinunciabili, ancorché già spesso insufficienti
- provvidenze, per poi ridistribuirlo con criteri da definire, appare tanto
insostenibile da non poter essere considerata percorribile da chiunque abbia una
minima conoscenza di ciò che significa oggi essere persone disabili in Italia.
Apparirebbe a chiunque si occupi di disabilità come una
sconfitta culturale e politica, in netto contrasto con quanto lucidamente
previsto dallo stesso DPEF: aumento dell'impegno a favore dei più deboli fra i
deboli e delle loro famiglie.
Nella futura Finanziaria, su questo aspetto, nel caso vi siano
deleghe per la successiva necessaria produzione legislativa, deve essere
evidente che quelle indennità rimangono un diritto soggettivo al titolo della
minorazione e che il Fondo viene alimentato con altre modalità.
Sgombrato in campo da questo timore, siamo disponibili a
portare, paritariamente ad altre parti sociali, la nostra esperienza - non
sovrapponile ad altre - all'elaborazione di una Finanziaria diversa da quelle a
cui siamo purtroppo avezzi.
Rimaniamo in attesa di un suo cenno di rassicurazione e di
apertura.
Un cordiale saluto e augurio di proficuo lavoro.
Roma, 15 settembre 2006
Pietro Vittorio Barbieri
Presidente della
Federazione Italiana
per il Superamento dell'Handicap
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