Federalismo municipale: i conti che non tornano
Numerosi i nodi problematici che potrebbero fortemente ridurre la
tutela dei diritti nel nostro Paese
Tratto da: www.superando.it - Lo affermano i
rappresentanti della Campagna "I diritti alzano la voce"* - promossa
all'inizio del 2010 da venticinque organizzazioni del volontariato e del terzo
settore italiani, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento
dell'Handicap) - evidenziando numerosi nodi problematici che, se non risolti
adeguatamente, potrebbero non solo vanificare ogni proposito di reale
federalismo, ma anche ridurre fortemente la tutela dei diritti nel nostro Paese
e aumentare le disparità tra i diversi territori
I conti del federalismo municipale non convincono, anzi
dimostrano che le Amministrazioni Locali sono sotto scacco e con esse i
Cittadini e le politiche sociali. La Campagna "I diritti alzano la voce" -
promossa da venticinque organizzazioni del volontariato e del terzo settore
italiani - esprime la propria contrarietà al provvedimento attualmente
all'esame del Parlamento. Numerosi, infatti, sono i nodi problematici, che - se
non risolti adeguatamente - potrebbero non solo vanificare ogni proposito di
reale federalismo, ma anche ridurre fortemente la tutela dei diritti nel
nostro Paese.
In primo luogo, il problema principale è che non sono stati
definiti i Livelli Essenziali delle Prestazioni, senza i quali non sarà
possibile garantire sull'intero territorio nazionale una copertura uniforme di
servizi ritenuti fondamentali. In conseguenza di tale rilevante mancanza, i
Fabbisogni Standard - che mettono in relazione i diritti da tutelare con
i servizi essenziali e le risorse finanziarie necessarie - rischiano nella loro
futura determinazione di essere subordinati solo alle compatibilità dei
costi. In secondo luogo, risulta ancora incerto e farraginoso il sistema
di perequazione territoriale che dovrebbe garantire le Regioni più deboli
dal punto di vista finanziario e, dunque, i Cittadini che vi risiedono. Ciò che
appare invece chiaro è che tale sistema è fondato su parametri esclusivamente
economici e di massimo risparmio. E ancora, ci sono forti dubbi sul fatto che il
meccanismo disegnato nel decreto sul federalismo municipale sia sostenibile, per
i Comuni, dal punto di vista del rapporto entrate/uscite. Già nel 2011 le
Amministrazioni Comunali riceverebbero la stessa quantità di risorse che
ottengono con il sistema vigente, ma con una forte decurtazione delle entrate
(stimata da alcuni in circa 2 miliardi di euro). Ma anche quando il sistema
andrà a regime, nel 2014, la nuova imposta prevista - l'IMU (Imposta
Unica Municipale) - darebbe anch'essa un gettito troppo sperequato sul
territorio e variabile nel tempo, per rappresentare una fonte adeguata di
finanziamento. Le risorse tagliate, quindi, potrebbero rivelarsi assai superiori
al gettito derivante dalle nuove imposte. Infine, va rimarcato che la cosiddetta
"cedolare secca" per gli immobili, introdotta nel provvedimento con
l'intento dichiarato di contrastare il "nero", è uno strumento che favorisce i
redditi più alti - eliminando il criterio della progressività del prelievo - che
renderebbe più conveniente di oggi il contratto a canone libero, spingendo così
al rialzo il prezzo degli affitti.
La Campagna "I diritti alzano la voce" ritiene pertanto che
l'intero impianto del federalismo fiscale elaborato dal Governo sia viziato da
un grave errore di fondo: preoccuparsi esclusivamente di ridurre gli
stanziamenti finanziari per gli Enti Locali, senza curarsi troppo delle
disparità territoriali, invece di costruire un sistema che - agendo anche
sugli sprechi e le inefficienze - sappia meglio garantire i diritti dei
Cittadini e la loro tutela uniforme sul territorio nazionale, promuova una reale
autonomia degli Enti Locali - e delle organizzazioni sociali che
con essi collaborano - nel definire e portare avanti le politiche territoriali,
favorisca un riassetto positivo dei sistemi territoriali di welfare. In un
momento in cui anche l'Italia deve affrontare una crisi economica e sociale
epocale e nel quale sta mutando in profondità l'intero assetto politico ed
economico del pianeta, non ci pare che sia questa la strada per continuare ad
assicurare benessere sociale e sviluppo economico al nostro Paese. Per queste
ragioni la Campagna e le organizzazioni che la promuovono ritengono che sia
indispensabile un confronto immediato con le forze che rappresentano
interessi socialmente rilevanti nelle comunità in cui operano.
*Campagna lanciata nel febbraio del 2010, con l'adesione di
venticinque organizzazioni del volontariato e del Terzo Settore italiani,
tra cui quella della FISH (Federazione
Italiana per il Superamento dell'Handicap). Le organizzazioni aderenti
sono esattamente: Antigone - ARCI - ARCIragazzi - Associazione Città Visibile -
Associazione Familiari Alzheimer Pordenone ONLUS - Associazione Welcome - Auser
- Centro Iniziative e Ricerche Euromediterraneo (CIREM), Napoli - Comitato
Diritti Civili delle Prostitute - Comunità Saman - Coordinamento Nazionale
Comunità di Accoglienza (CNCA) - Emmaus Italia - ERIT Italia - Eurocare Italia -
Federazione Internazionale "Città sociale", Campania - Federazione Italiana per
il Superamento dell'Handicap (FISH) - Federazione Italiana Organismi per le
Persone senza Dimora (FIO.PSD) - Federazione SCS/CNOS-Salesiani per il Sociale -
Forum Droghe - Ires Campania - Jesuit Social Network (JSN) Italia - Lunaria -
Movimento per il Volontariato Italiano (MOVI) - Movimento Rinnovamento
Democratico - Solidarietà e Cooperazione-CIPSI.
15 febbraio 2011
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