Banner Principale barra superiore ANFFAS Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale
Home » Servizi Utili » Domande frequenti
 

Area Riservata
 
 
 
Ricerca
 
Calendario Eventi ANFFAS
Passa al mese precedente Agosto 2014 Passa al mese successivo
Dom Lun Mar Mer Gio Ven Sab
272829303112
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31123456

Valid HTML 4.01!

DOMANDE FREQUENTI






Cliccare sulla Categoria di proprio interesse per visualizzare l'elenco delle Domande frequenti.


  Ci sono norme che regolano o stabiliscono le dimensioni e/o le caratteristiche del posto auto o altri privilegi che permettono di avvicinare il posto auto al luogo di residenza?
  E’ valido in tutto l’ambito comunitario il contrassegno speciale rilasciato da uno Stato Membro? Tale principio vale anche nel caso in cui il contrassegno speciale sia stato rilasciato o debba essere utilizzato in Italia?
  Quali condizioni devono ricorrere affinche’ una persona con disabilita’ possa ottenere l’assegnazione del cd. “parcheggio riservato” ?
  Quali sono i requisiti necessari per il rilascio del cosiddetto “contrassegno speciale”?


Ci sono norme che regolano o stabiliscono le dimensioni e/o le caratteristiche del posto auto o altri privilegi che permettono di avvicinare il posto auto al luogo di residenza?

Il quesito può trovare una soluzione tenendo presente quanto disposto dal Decreto Ministeriale 14/06/1989 n. 236 contenente “Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visibilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche”. Infatti al punto 2.3 dell’articolo 8 del citato decreto si legge: “Nelle aree di parcheggio devono comunque essere previsti, nella misura minima di 1 ogni 50 o frazione di 50, posti auto di larghezza non inferiore a mt. 3,20 e riservati gratuitamente ai veicoli al servizio di persone disabili. Detti posti auto, opportunamente segnalati, sono ubicati in aderenza ai percorsi pedonali e nelle vicinanze dell’accesso dell’edificio o attrezzatura. Al fine di agevolare la manovra di trasferimento della persona su sedia a ruote in comuni condizioni atmosferiche, detti posti auto riservati sono, preferibilmente, dotati di copertura.” Le prescrizioni contenute nel decreto (tra le quali anche quelle sopra riportate) si applicano non solo agli edifici privati e agli spazi esterni di loro pertinenza realizzati dopo l’entrata in vigore della suddetta normativa (11/08/1989), ma anche ad edifici ed aree condominiali già esistenti a tale data, allorquando sulle stesse si sia successivamente provveduto a porre in essere operazioni di ristrutturazioni o, come nel caso di specie, spontanei adeguamenti alla normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

top

E’ valido in tutto l’ambito comunitario il contrassegno speciale rilasciato da uno Stato Membro? Tale principio vale anche nel caso in cui il contrassegno speciale sia stato rilasciato o debba essere utilizzato in Italia?

Il Consiglio dell’Unione Europea, nella sua Raccomandazione n. 98/376/CE del 04/06/1998, auspicava che tutti gli Stati Membri predisponessero un contrassegno speciale conforme al modello comunitario uniforme (proposto in allegato al suddetto provvedimento), nonché riconoscessero, nel proprio territorio, i vari contrassegni elaborati da ciascun Stato Membro in conformità al citato modello comunitario. Purtroppo, in tutti questi anni, l’Italia non ha mai provveduto a recepire tale Raccomandazione e, pertanto, non solo gli italiani non possono far valere, all’estero, il contrassegno di cui sono già in possesso, ma anche gli stranieri, o comunque i possessori di contrassegno rilasciato all’estero, se non dotati anche del contrassegno italiano, non possono usufruire degli stalli di sosta presenti nel nostro territorio. Allo stato attuale occorre, quindi, necessariamente dotarsi di un contrassegno rilasciato dallo Stato Membro in cui si circola, almeno quando lo Stato di provenienza ovvero di circolazione sia quello italiano. Nel caso di specie, occorrerebbe, tra l’altro, appurare se il contrassegno rilasciato dall’altro Stato Membro sia effettivamente conforme alle prescrizioni indicate dalla Raccomandazione succitata. Si ricorda che è in esame presso la Camera dei Deputati la proposta di legge, contrassegnata col numero C. 1723, presentata il 27 settembre u.s. e recante “Nuove norme per il rilascio del contrassegno per i veicoli al servizio dei soggetti disabili”. Purtroppo, Anffas ritiene che, pur facendosi riferimento nell’art. 3 della suddetta proposta alla Raccomandazione sopra menzionata, il rinvio a questa sia solo per la predisposizione dei contrassegni temporanei, non già per qualunque contrassegno speciale da rilasciare in futuro.

top

Quali condizioni devono ricorrere affinche’ una persona con disabilita’ possa ottenere l’assegnazione del cd. “parcheggio riservato” ?

L’art. 381 del Regolamento di attuazione del codice della strada che, al comma V , individua i requisiti necessari affinché una persona con disabilità possa chiedere la concessione, in suo favore, di un’area di parcheggio (specie in prossimità della propria abitazione) da parte del Sindaco del Comune di residenza. Nel citato comma si legge: “Nei casi in cui ricorrono particolari condizioni di invalidita' della persona interessata, il sindaco puo', con propria ordinanza, assegnare a titolo gratuito un adeguato spazio di sosta individuato da apposita segnaletica indicante gli estremi del "contrassegno invalidi" del soggetto autorizzato ad usufruirne (fig. II.79/a). Tale agevolazione puo' essere concessa nelle zone ad alta intensita' di traffico, dietro specifica richiesta da parte del detentore del "contrassegno invalidi".Questi deve, di norma, essere abilitato alla guida e deve disporre di un autoveicolo”. Come si evince dalla lettura della norma, la persona che intende richiedere un parcheggio riservato innanzi alla propria abitazione deve essere, innanzitutto, titolare del “contrassegno invalidi”. Il rilascio di tale contrassegno è, in alcuni Comuni, condizionato al previo accertamento, da parte dell’Ufficiale Sanitario, che il richiedente presenti una “grave limitazione di deambulazione” ovvero sia “ non vedente”, anche qualora uno di tali requisiti sia già stato precedentemente accertato dalle Commissioni Invalidi Civili della A.S.L. Solo a seguito della conseguita titolarità del “contrassegno invalidi” si può richiedere al Sindaco del Comune di residenza l’assegnazione, con ordinanza, di un parcheggio riservato. Purtroppo, non possiamo non far notare che, pur in presenza del “contrassegno invalidi”, non sorge in capo alla persona con disabilità un diritto al parcheggio stesso, ma solo un interesse legittimo a che il Sindaco, nella valutazione discrezionale circa l’opportunità o meno dell’assegnazione de qua, non eserciti il proprio potere in modo illegittimo, configurando veri e propri abusi ovvero rigettando immotivatamente la richiesta. Nella norma, infatti, si dice che tale agevolazione “può essere concessa” e non già “viene concessa”, rievocando, quindi, non già un obbligo del Sindaco ma solo un suo potere. Sicuramente, però, nell’ambito delle sue valutazioni discrezionali, il Sindaco deve tener conto anche della circostanza che il richiedente risiede in zona ad alta densità di traffico, come espressamente richiesto dalla norma citata. A seguito della concessione del parcheggio riservato, dovrà essere cura del Comune provvedere ad individuare la zona di sosta, delineandola attraverso apposita segnaletica verticale ed orizzontale. Sulla segnaletica orizzontale non deve essere apposto alcun numero di targa, ma il numero del contrassegno di cui il richiedente è titolare. Ciò per due motivi. In primo luogo perché, qualora il richiedente, nel corso degli anni, cambiasse veicolo, la segnaletica dovrebbe essere modificata. In secondo luogo perché attraverso la sola indicazione del numero di contrassegno si garantisce la privacy dell’avente diritto al parcheggio riservato. Infatti, durante la sosta, il contrassegno, collocato in maniera ben visibile sotto il parabrezza dell’autoveicolo, presenta nella parte anteriore solo l’indicazione del numero, non già i dati del titolare, posti, viceversa, nella parte posteriore.

top

Quali sono i requisiti necessari per il rilascio del cosiddetto “contrassegno speciale”?

L’art. 381 del Regolamento di attuazione del Codice della strada prevede nei commi 2 e 3:

Comma 2. Per la circolazione e la sosta dei veicoli a servizio delle persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta, il sindaco rilascia apposita autorizzazione in deroga, previo specifico accertamento sanitario. L’autorizzazione è resa nota mediante l’apposito “contrassegno invalidi” di cui alla figura V.4. Il contrassegno è strettamente personale, non è vincolato ad uno specifico veicolo ed ha valore su tutto il territorio nazionale. L’indicazione delle strutture di cui al comma I deve essere resa nota mediante il segnale “simbolo di accessibilità”.

Comma 3. Per il rilascio della autorizzazione di cui al comma 2, l’interessato deve presentare domanda al sindaco del comune di residenza, nella quale, oltre a dichiarare sotto la propria responsabilità i dati personali e gli elementi oggettivi che giustificano la richiesta, deve presentare la certificazione medica rilasciata dall’ufficio medico-legale dell’Unità sanitaria locale di appartenenza, dalla quale risulta che nella visita medica è stato espressamente accertato che la persona per la quale viene chiesta l’autorizzazione ha effettiva capacità di deambulazione sensibilmente ridotta. L’autorizzazione ha validità 5 anni. Il rinnovo avviene con la presentazione del certificato del medico curante che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che hanno dato luogo al rilascio. Conservano la loro validità le autorizzazioni e i corrispondenti “contrassegni invalidi” già rilasciati. All’atto del rinnovo, il contrassegno dovrà essere adeguato alle presenti norme. Come si evince dalla lettera della norma (basti considerare le parti in grassetto), il rilascio del contrassegno è riservato alle “persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta” (a cui sono stati aggiunti i non vedenti). Purtroppo, molti Comuni, dando seguito ad una interpretazione restrittiva della norma, rilasciano il contrassegno solo a chi presenti una disabilità fisica che incida direttamente sul piano bio-meccanico o neurologico della deambulazione. Anffas, sin dai primi mesi del 2005, ha espresso forti dissensi in merito ad una tale lettura della norma, facendo presente che, in alcuni casi, certe patologie intellettive e/o psichiche potrebbero determinare, nella persona che ne è affetto, una grossa difficoltà di sottoporsi alle normali regole che governano la circolazione stradale. Per es. una persona affetta da autismo potrebbe non essere in grado di tollerare i tempi lunghi che potrebbe comportare la ricerca di un parcheggio nelle zone ad alta densità di traffico. Del resto, anche a livello istituzionale, si registrano i primi orientamenti propensi alla posizione appena citata la regione Lombardia, già dal 2001, con Circolare n. 64/SAN, non solo ha previsto che il contrassegno potesse essere rilasciato alle persone con disabilità psichica titolari di indennità di accompagnamento, ma, addirittura, che, per gli stessi, la procedura del rilascio del contrassegno fosse semplificata. Recentemente anche nella Regione Piemonte è stata accolta la tesi suddetta. Infatti, il Responsabile del settore Programmazione Sanitaria della Regione Piemonte, con nota prot. n.. 12575 dell’11/10/2006, ha reso noto che nelle tipologia di disabilità previste dalla D.G.R. n. 30-13684 per il rilascio del contrassegno “possono essere inclusi anche sintomi di natura psichica che riducono o rendono nulle le capacità autonome di deambulazione e che richiedono l’ausilio di un accompagnatore”. Lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con nota datata 23/11/2005, aveva sostenuto che la capacità di deambulazione sensibilmente ridotta potrebbe pur essere “non direttamente riconducibile a patologie che riguardano gli arti inferiori”. Tale ultimo intervento, anche perché di rilievo per l’intero territorio nazionale, dovrebbe configurarsi come dirimente per l’intera questione che ci occupa. Pertanto, nel caso di specie, occorrerebbe far accertare al medico Ufficiale Sanitario che la grave patologia della persona con disabilità in questione, ancorché non direttamente riferita alla disabilità motoria, comporti, comunque, l’incapacità di rispettare le normali regole di comportamento, nonché le norme che regolano la circolazione stradale anche dei pedoni. Si chiarisce ancora che l’unico soggetto competente a valutare l’esistenza, o meno, del suddetto requisito sanitario è il medico. Il Comune deve solo attenersi a dare attuazione a quanto certificato dal medico stesso.

top

Ultimo aggiornamento al 25/11/2008

 top

      Via Casilina, 3/T 00182 Roma       Tel. 06 3212391 Fax 063212383       e-mail: nazionale@anffas.net       codice fiscale: 80035790585       partita iva: 05812451002
 
[Infomazioni sulla privacy]     [Credits]