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DOMANDE FREQUENTI






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  Oltre alle provvidenze economiche ricollegabili direttamente all’invalidità civile ed alle minorazioni civili, possono essere erogati altri sostegni economici a favore di una persona con disabilità e/o della famiglia che l’ha in carico?
  Una persona titolare della pensione d’inabilità, che iniziasse a percepire anche altri redditi, potrebbe correre il rischio di vedersi sospesa la provvidenza economica assistenziale?


Oltre alle provvidenze economiche ricollegabili direttamente all’invalidità civile ed alle minorazioni civili, possono essere erogati altri sostegni economici a favore di una persona con disabilità e/o della famiglia che l’ha in carico?

L’art. 16 della Legge n. 328/2000 (c.d. “ Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”) prevede che si debba riconoscere e sostenere il ruolo peculiare delle famiglie sia nell’ambito della formazione che della cura della persona, in primis della persona con disabilità.
Pertanto, onde evitare che la persona con disabilità venga ricoverata presso strutture residenziali che potrebbero incidere in maniera negativa sul processo di inclusione/integrazione sociale cui ogni persona con disabilità ha diritto, lo stesso articolo di legge, al comma III, così prevede:
“ Nell’ambito del sistema integrato di interventi e servizi sociali hanno priorità:
……d) prestazioni di aiuto e sostegno domiciliare, anche con benefici di carattere economico, in particolare per le famiglie che assumono compiti di accoglienza, di cura di disabili fisici, psichici e sensoriali e di altre persone in difficoltà, di minori in affidamento, di anziani;…”
Nel caso di specie, è compito del Comune provvedere ad erogare tale integrazione economica in base alle indicazione della Regione ed attingendo dalle risorse economiche del Fondo Regionale Sociale.
Le specifiche condizioni per poter accedere a tale sostegno economico (condizione economica della famiglia, grado di disabilità dell’invalido civile, ecc..), nonché l’entità dello stesso sono, di volta in volta, esplicitate nei bandi emessi dai singoli Comuni.
Ugualmente, però, ci permettiamo di precisare che spesso i Comuni, nei succitati bandi, prevedono come condizione imprescindibile per poter accedere a tale sostegno economico anche il possesso della certificazione dello “stato di handicap grave” ex art. 3 comma III Legge n. 104/1992.

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Una persona titolare della pensione d’inabilità, che iniziasse a percepire anche altri redditi, potrebbe correre il rischio di vedersi sospesa la provvidenza economica assistenziale?

Affinchè si possa percepire la pensione d’inabilità, la persona con disabilità deve essere dichiarata invalida civile al 100% e non avere un reddito personale annuo superiore ad euro 14.256,92. Proprio il diverso e più alto limite di reddito annuo personale differenzia la pensione d’inabilità dalla provvidenza di uguale entità (euro 242,84) dell’assegno mensile di invalidità, spettante, invece, agli invalidi civili con percentuale superiore al 74%, ma inferiore al 100 Nel caso di specie, qualora degli ulteriori redditi producessero un incremento del reddito annuo tale da comportare il superamento della soglia sopra detta, la provvidenza economica di cui sopra non sarebbe più erogata. Tra l’altro, nel caso in cui il superamento della soglia dovesse intendersi, non già come transitorio, ma addirittura costante negli anni, l’eventuale futura istanza di riesame della concessione della pensione d’inabilità, per riconduzione del reddito nuovamente al di sotto della soglia fissata per legge, determinerebbe anche il ripetersi dell’accertamento dei requisiti sanitari, oltre che di quelli reddittuali. (Messaggio I.N.P.S. 2 luglio 2004 n. 20902).

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Ultimo aggiornamento al 25/11/2008

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