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DOMANDE FREQUENTI






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  Chi deve sostenere, tra ASL e Comune, i costi di ricovero di una persona con disabilità grave presso una struttura di riabilitazione ?
  L’utente deve compartecipare alla spesa per l’erogazione a proprio favore di prestazioni sociali agevolate, quali i trasporto non di linea o le attività educative e di socializzazione in favore di persone con disabilità? Se sì, in quale misura?


Chi deve sostenere, tra ASL e Comune, i costi di ricovero di una persona con disabilità grave presso una struttura di riabilitazione ?

Il D.P.C.M. 14 febbraio 2001, contenente l’“Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie”, nell’allegata Tabella A, prevede che qualora l’assistenza riabilitativa, erogata nella struttura residenziale, sia in fase intensiva, la copertura dei costi del ricovero sarebbe a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale (Punto 1 della voce Disabili). Viceversa, nel caso in cui presso la struttura residenziale sia erogata un’ attività riabilitativa in fase di lungo-assistenza, unitamente a prestazioni meramente socio-assistenziali di cura alla persona, le spese sarebbero ripartite per il 70% a carico del S.S.N., mentre per il restante 30% a carico del Comune (Punto 2 della voce Disabili presente nella citata Tabella). Su tale ultima percentuale il Comune potrebbe chiedere all’utente una quota di compartecipazione. All’uopo c’è da precisare che è da intendersi per riabilitazione intensiva quella erogata nella c.d. “fase dell’immediata post-acuzie della malattia, quando l’intervento riabilitativo può positivamente influenzare i processi biologici che sottendono il recupero, contenendo e riducendo l’entità della menomazione e quando la disabilità è maggiormente modificabile” (Linee-Giuda del Ministro della Sanità per le attività di riabilitazione pubblicate in G.U. 30 maggio 1998 n. 124). Viceversa, la riabilitazione in lungo-assistenza è volta, più che altro, al mantenimento e/o alla prevenzione della progressione della disabilità.

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L’utente deve compartecipare alla spesa per l’erogazione a proprio favore di prestazioni sociali agevolate, quali i trasporto non di linea o le attività educative e di socializzazione in favore di persone con disabilità? Se sì, in quale misura?

Le prestazioni educative e di socializzazione presso strutture semiresidenziali/residenziali, nonché il servizio di trasporto verso le stesse, rientrano nelle cc.dd. “prestazioni sociali agevolate”, per l’erogazione delle quali il Comune, può richiedere una compartecipazione dei costi. Nel caso in cui il Comune opti per tale richiesta di compartecipazione (come nel caso di specie), questa, però, dovrà essere commisurata all’I.S.E.E. familiare, secondo i criteri rigorosamente previsti dal Decreto Legislativo 109/98. Solo in un caso non si deve tener conto della situazione economica dell’ intero nucleo familiare, bensì di quella del solo assistito, ossia quando le prestazioni sopra menzionate siano assicurate nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura socio-sanitaria e rivolte a persone con disabilità già in possesso della certificazione di “handicap grave” ex art. 3 comma III Legge n. 104/92. Infatti, nello stesso decreto sopra citato, all’art. 3 comma 2 ter (comma integralmente aggiunto dal Decreto Legislativo n. 130/2000) si legge: 2-ter. Limitatamente alle prestazioni sociali agevolate assicurate nell'àmbito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale a ciclo diurno o continuativo, rivolte a persone con handicap permanente grave, di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, accertato ai sensi dell'articolo 4 della stessa legge, nonché a soggetti ultra sessantacinquenni la cui non autosufficienza fisica o psichica sia stata accertata dalle aziende unità sanitarie locali, le disposizioni del presente decreto si applicano nei limiti stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri per la solidarietà sociale e della sanità. Il suddetto decreto è adottato, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, al fine di favorire la permanenza dell'assistito presso il nucleo familiare di appartenenza e di evidenziare la situazione economica del solo assistito, anche in relazione alle modalità di contribuzione al costo della prestazione, e sulla base delle indicazioni contenute nell'atto di indirizzo e coordinamento di cui all'articolo 3-septies, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni. Anffas ritiene che in ogni caso in cui sia prevista la compartecipazione al costo dei servizi da parte delle famiglie, anche in base all’ISEE, la stessa debba avere sempre natura simbolica e quindi fissata in misura ridotta e sostenibile per la famiglia stessa, altrimenti non si tratterebbe appunto di una compartecipazione, bensì del mero camuffamento del pagamento di una prestazione.

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Ultimo aggiornamento al 25/11/2008

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