zeroMontecitorio dà il via libera

Fonte www.rassegna.it e www.latecnicadellascuola.it - In una giornata convulsa sul fronte economico, finanziario e politico il governo ha ottenuto la fiducia dell'Aula della Camera sulla manovra con 316 sì e 302 no, e successivamente il via libero definitivo con 314 sì e 300 no. La manovra è dunque legge. Il testo è identico a quello già approvato dal Senato ma per quanto riguarda scuola e pubblico impiego ci sono alcune modifiche rispetto al testo del decreto legge originario (il n. 138 del 13 agosto scorso).

Salta, infatti, la norma con la quale si disponeva la soppressione degli enti pubblici con meno di 70 dipendenti e che avrebbe provocato la chiusura dello stesso Invalsi. Il comma 7 dell'articolo 1 prevedeva il blocco delle tredicesime dei dipendenti pubblici delle Amministrazioni che non raggiungono gli obiettivi di risparmio stabiliti dai documenti di programmazione economico-finanziaria. Il testo modificato stabilisce invece che a "pagare il conto" di eventuali mancati risparmi dovranno essere i dirigenti responsabili, mediante una riduzione del 30% della retribuzione di risultato.

Resta invece intatto anche il comma 21 secondo cui i dipendenti della scuola che maturano i requisiti per la pensione dal 1° gennaio 2012 in poi non potranno lasciare il lavoro nel mese di settembre ma dovranno aspettare l'anno successivo; in pratica dovranno lavorare un anno in più.

In materia di buonuscita restano le regole contenute nel decreto. Chi cesserà dal servizio per anzianità dopo il 31.12.2011 dovrà aspettare 24 mesi (e non 6 come accade ora). Per chi andrà in pensione a 65 anni di età o con 40 anni di servizio il tempo di attesa sarà invece di almeno 6 mesi. Salve, infine, le festività civili del 25 aprile, del 1° maggio e del 2 giugno mentre saranno accorpate alle domenica le feste del santo patrono.

Un po' tutti i sindacati sono sul piede di guerra. Unicobas e Sisa hanno già proclamato uno sciopero per il 7 ottobre, mentre FlcCgil annuncia manifestazioni e iniziative nel territorio. La Cisl si prepara agli stati generali del pubblico impiego per il 14 ottobre e chiede al Governo di "voltare pagina". La Uil, per parte sua, sceglie la strada dello sciopero e annuncia una fermata di tutto il pubblico impiego per il 28 ottobre.

Durante la discussione alla Camera sono stati anche approvati diversi ordini del giorno, tra i quali uno del Pd che impegna il governo a rivedere l'articolo 8 sui licenziamenti e la contrattazione, uno di Domenico Scilipoti che punta ad aprire la strada a un nuovo condono fiscale ed edilizio, e uno della Lega che impegna il governo a valutare il pensionamento anticipato delle mamme lavoratrici detraendo un anno per ciascun figlio sul requisito di anzanità.

Tra i punti principali della manovra che andranno a toccare direttamente le famiglie c'è senza dubbio il taglio di 7 miliardi previsto per i gli enti locali, un provvedimento che sta causando in queste ore la protesta congiunta di tutti i sindaci d'Italia poichè andrà a gravare direttamente sui servizi ai cittadini (in particolare per i bambini in difficoltà, gli anziani, le persone con disabilità e per i non autosufficienti) che, causa scarsi fondi, saranno diminuiti.

Tra gli altri provvedimenti vi sono l'aumento al 21% dell'IVA - applicata a tutti i beni e servizi di prima necessità, prodotto editoriali, ecc. - il passaggio dell'età pensionabile delle donne che da 60 arriva a 65 anni (percorso che inizierà nel 2014 per concludersi nel 2026), la riforma dell'art.8 (per cui i nuovi contratti di aziendali o territoriali potranno derogare, anche in tema di licenziamenti, ai contratti nazionali e allo statuto dei lavoratori con accordo tra impresa e sindacati) e la clausola di salvaguardia che prevede il taglio del 5% di tutti i benefici fiscali.

Con l'approvazione della manovra, però, le novità non sono finite: a destare grande preoccupazione è la legge delega per la riforma fiscale e assistenziale, attualmente in discussione, che avrà delle fortissime ripercussioni su tutte le fasce più vulnerabili, soprattutto sulle persone con disabilità.

Si prevedono, infatti, 40 milioni di tagli all'assistenza, comprimendola ancora una volta e dopo aver azzerato il Fondo per la non autosufficienza e fortemente ridimensionato quello per le Politiche Sociali.

Per maggiori informazioni

Leggi la news con le dichiarazioni della FISH, Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap cui Anffas Onlus aderisce, sulla legge delega

Leggi la news aulla mobilitazione degli enti locali

16 settembre 2011