Carcere, gli Opg dovranno chiudere entro marzo 2013
Arrivato l'ok del Senato
Tratto da www.superabile.it e www.salute.gov.it - E' l'inizio della
fine. Gli Opg - gli ospedali psichiatrici giudiziari - dovranno chiudere i
battenti entro il 31 marzo 2013 e le persone che ora vi sono rinchiuse - sono
circa 1500 - dovranno essere custodite in nuove strutture, a carattere
ospedaliero e con una rete di vigilanza solo esterna che permetta di tutelare la
loro dignità.
E' la fine degli ex manicomi giudiziari la novità più
rilevante del decreto contro il sovraffollamento delle carceri: il Senato ha
dato il via libera al testo con 226 voti favorevoli e 40 contrari. A favore
hanno votato i gruppi di Pdl, Pd, Udc e Terzo Polo. Contrari Lega Nord e Italia
dei Valori. Il provvedimento, per la cui approvazione i tempi sono strettissimi,
dal momento che deve essere convertito in legge entro il 20 febbraio,
torna ora da Palazzo Madama a Montecitorio per la conversione definitiva
della Camera dei deputati.
Il testo relativo alla chiusura degli Ospedali psichiatrici
giudiziari, fissata al 31 marzo 2013, con il trasferimento dei detenuti alla
sanità regionale, è stato approvato con 175 voti favorevoli e 66 contrari.
L'emendamento era stato riformulato dai due relatori Filippo Berselli (Pdl) e
Alberto Maritati (Pd), con l'introduzione dell'indicazione delle fonti dei
finanziamenti e le somme di spesa autorizzate.
La nuova norma prevede che dal 31 marzo 2013 le misure di
sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e dell'assegnazione
a casa di cura e custodia sono eseguite esclusivamente all'interno di strutture
sanitarie, fermo restando che quanti hanno cessato di essere socialmente
pericolose devono essere senza indugio dimessi e presi in carico, sul
territorio, dai Dipartimenti di salute mentale.
Per arrivare a tale obiettivo, si prevede che entro il 1°
febbraio 2013 sia terminato il passaggio dal ministero della giustizia al
Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro,
delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali che riguardano
la sanità in carcere, mentre entro il 31 marzo 2012, con decreto del
Ministro della salute, devono essere definiti i requisiti strutturali,
tecnologici e organizzativi, anche con riguardo ai profili di sicurezza, delle
strutture destinate ad accogliere le persone cui sono applicate le misure di
sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e dell'assegnazione
a casa di cura e custodia.
Per la realizzazione di nuove strutture sono stati stanziati
fondi per un totale di 180 milioni di euro: 120 milioni per l'anno 2012 e 60
milioni per il 2013. Per il funzionamento delle nuove residenze sanitarie
vengono stanziati per il 2012 38 milioni di euro. A decorrere dal 2013 tali
oneri sono incrementati fino a 55 milioni, che vanno aggiunti ai 23 milioni di
euro, già in carico al servizio sanitario nazionale per la copertura degli
oneri degli attuali Opg.
In aula contrarietà sul tema è stata manifestata dalla Lega
nord, preoccupata dal fatto che gli "incontrollabili istinti criminali" delle
persone internate possano causare una minore sicurezza sociale. Il ministro
della Giustizia Paola Severino ha affermato che "nessuno ha mai
pensato di mettere in libertà potenziali serial killer" e che la norma
non comporterà allarme per la sicurezza sociale.
Il provvedimento emanato dal Senato, fra gli altri punti
affrontati porta da 12 a 18 mesi la pena residua che può essere scontata in
detenzione domiciliare: una misura diretta a incidere sul sovraffollamento, sia
pure soltanto per 3-4mila persone, perché si applica (fino a tutto il 2013)
anche ai recidivi, rimasti fuori da ogni beneficio previsto dalla legge
cosiddetta "ex Cirielli": legge che il Pd avrebbe voluto modificare, ma a
cui ha rinunciato perché non ci sono ancora le "condizioni politiche" per farlo.
Un'altra norma approvata prevede che gli arrestati in
flagranza per reati di competenza del giudice monocratico debbono essere mandati
non nelle celle di sicurezza, come stabiliva in origine il decreto del governo,
ma agli arresti domiciliari, fatta eccezione per i reati di furto in
appartamento, scippo, rapina ed estorsione semplice.
La misura punta ad evitare l'ingorgo in carcere
rappresentato da quelle circa 9mila persone che ogni anno entrano in carcere per
uscirne dopo detenzioni brevissime, "stressando" il sistema sia come costi
che come risorse umane e sottoponendo gli arrestati a trafile umilianti.
Il Senato ha stabilito così, per questi soggetti, i
domiciliari come destinazione prioritaria. Nei casi in cui non sia possibile
l'uso del domicilio, né quello alternativo delle celle di sicurezza, la norma
prevede che se il pm dispone il carcere, l'arrestato va condotto nell'istituto
penitenziario più "vicino".
Soddisfatto il Ministro della Salute Renato Balduzzi
che ha dichiarato la propria "soddisfazione per il superamento
di una pagina drammatica e vergognosa, anche in seguito alla preziosa
attività svolta dalla Commissione senatoriale d'inchiesta presieduta dal
senatore Ignazio Marino. Insieme al Ministro della Giustizia Paola
Severino ho preso atto con orrore della situazione degli
Opg. Arrivare finalmente ad una soluzione è stato tra le mie principali
preoccupazioni appena nominato ministro. Il provvedimento per il quale siamo
riusciti a trovare i finanziamenti va in questa direzione e garantisce
la tutela della salute e della dignità dei soggetti autori di reato e affetti da
infermità mentale".
27 gennaio 2012
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