Corsi di sostegno: sono validi solo quelli universitari
Una nota recentemente diffusa dal Ministero della Pubblica
Istruzione - e sollecitata dalla FISH (Federazione Italiana per il
Superamento dell'handicap) con una campagna di mobilitazione alla quale
anche Anffas ha aderito - sembra risolvere la tormentata vicenda di alcuni corsi
di specializzazione per il sostegno didattico gestiti da un ente privato della
Provincia di Catania.
La posizione del Ministero è molto chiara: corsi come questi
hanno validità legale solo se gestiti dall'Università
Qualche giorno fa la FISH
(Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) aveva chiesto un
chiarimento urgente ai ministri della Pubblica Istruzione e dell'Università
sulla vicenda dei corsi di specializzazione per le attività di sostegno
didattico gestiti dalla Cooperativa Istituto Walden di Belpasso (Catania) - caso
unico in Italia di un'iniziativa del genere promossa da un ente privato e non
dall'Università - e il Ministero della Pubblica Istruzione ha prontamente
risposto, con toni inequivocabili.
«Il titolo conseguito a
seguito della frequenza dei corsi in questione - recita infatti la Nota
Ministeriale n. 9059 del 4 maggio 2007 , indirizzata al Direttore
Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia - non può avere alcun
valore legale, in quanto la competenza all'attivazione di detti corsi spetta in
via esclusiva, ai sensi della vigente normativa, alle Istituzioni
Universitarie».
Un pronunciamento quanto mai
chiaro, dunque, che sembrerebbe poter risolvere definitivamente la tormentata
vicenda, riapertasi recentemente dopo che l'Assessorato Regionale Siciliano alla
Pubblica Istruzione - in seguito ad una Sentenza del Consiglio Regionale di
Giustizia Amministrativa - aveva autorizzato due corsi, pur in presenza delle
precedenti dichiarazioni di segno contrario diffuse dallo stesso Ministero della
Pubblica Istruzione e da quello dell'Università.
Dal canto suo la FISH aveva
ritenuto opportuno richiamare con forza l'attenzione dei cittadini sul rischio
di un acceso contenzioso tra i possessori dei titoli rilasciati dall'ente
privato e quelli invece provenienti da corsi universitari, per l'inserimento
nelle graduatorie delle supplenze e in quelle permanenti ai fini delle
immissioni in ruolo. Il tutto con gravi problemi anche per gli studenti con
disabilità i quali rischierebbero di vedere aumentare attorno a loro la
girandola dei docenti di sostegno, con un degrado crescente per la qualità
dell'integrazione scolastica.
«L'avviso in argomento -
conclude la Nota Ministeriale del 4 maggio - sarà affisso anche agli albi di
ciascun UU.SS.PP [Uffici Scolastici Provinciali, N.d.R.] della regione e
trasmesso, per opportuna conoscenza, a tutte le dipendenti istituzioni
scolastiche. Inoltre, la S.V. vorrà informare della posizione assunta l'Istituto
che organizza i corsi, il Commissario ad acta incaricato dell'espletamento dei
corsi, nonché l'Assessorato alla Pubblica Istruzione della regione».
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