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FAD E LEDHA SCRIVONO AI PRESIDI E AL PROVVEDITORATO DI SONDRIO






Fonte www.personecondisabilita.it - Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) è un documento “dinamico”, che deve essere redatto all’interno del GLHO con la partecipazione dei genitori. “Il PEI non è una fotografia di quanto accade, ma di quanto bisogna mettere in atto per permettere l’inclusione dell’alunno all’interno della scuola e garantirgli così il diritto all’istruzione e all’inclusione a parità con gli altri”. Sono alcuni passaggi della lettera che la Federazione di associazioni per i disabili (FAD) di Sondrio ha inviato agli istituti scolastici e al Provveditorato di Sondrio per chiedere ai dirigenti di istituto e al Provveditore di risolvere un problema che era stato segnalato all’associazione da alcune famiglie.

“Alcuni genitori ci hanno segnalato il fatto che sui PEI dei loro figli non erano state indicate le ore di sostegno necessarie per l’anno scolastico successivo -spiega Vanni Seletti, presidente della FAD-. In questo modo, al momento della stesura del nuovo PEI nel mese di novembre venivano indicate solo le ore assegnate e non le ore richieste”.

La FAD -con il supporto dei legali del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi di LEDHA- ha così deciso di inviare una lettera ai dirigenti scolastici della provincia e al Provveditore per rimarcare quelli che sono gli obblighi sanciti dalla normativa in vigore riguardo la stesura del PEI. Che deve indicare il bisogno educativo in termini di ore di sostegno e di assistenza educativa.

“Tale bisogno potrebbe non coincidere con le risorse che nel tempo sono state assegnate ma il PEI non è una fotografia di quanto accade, ma di quanto bisogna mettere in atto per permettere l’inclusione dell’alunno all’interno della scuola e garantirgli così il diritto all’istruzione e all’inclusione a parità con gli altri”, si lege nella lettera. Viene ribadito inoltre che non è sufficiente redigere un PEI entro il 30 novembre, riportando unicamente le risorse di sostegno che sono già state assegnate, “ma deve essere redatto, come prevede la legge 104/92, all’inizio dell’anno scolastico e verificato alla fine di ogni unità didattica/di apprendimento, alla fine di ogni trimestre o quadrimestre, alla fine dell’anno scolastico”.

“E’ necessario che il PEI indichi quale sia il fabbisogno effettivo dell’alunno in stato di handicap e pur registrando le risorse effettivamente assegnate non deve mai abdicare a questo compito, poiché verrebbe meno al suo scopo istituzionale. Redigere un PEI in maniera incompleta integra già di per sé una violazione dei diritti dell’alunno con disabilità”.

Il testo della lettera è disponibile cliccando qui

7 novembre 2017


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