Scomparsi migliaia di falsi invalidi
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa FISH*
Ciclicamente e strumentalmente ritorna il tormentone sui
falsi invalidi, ora responsabili del dissesto economico
del Paese, ora "cespite" dal quale attingere per rimpolpare la scheletrica
ossatura delle politiche sociali. Questa volta è l'autorevole Corriere
delle Sera, con articolo di Enrico Marro (15 febbraio 2012, pagina 13) ad
ospitare acriticamente le veline dell'INPS e la predica del suo presidente
Mastrapasqua. Questi annuncia trionfalmente dalle colonne del quotidiano
milanese che i controlli del 2011 avrebbero prodotto revoche per il 28%
delle visite effettuate. Di qui il titolo a 5 colonne:
"Pensioni di invalidità, l'ora dei tagli. Scatta la revoca per uno su
tre."
Mastrapasqua non è nuovo a dichiarazioni del genere: lo scorso
anno, sempre in febbraio, aveva annunciato che nel 2010 erano state
revocate il 24% delle pensioni in seguito ai controlli dell'INPS. Dati poi
smentiti dal Ministero del Lavoro, dalla Corte dei Conti e dallo stesso
Istituto: le revoche erano solo il 10%, al lordo del contenzioso in cui INPS
solitamente soccombe in 6 casi su 10. Anche l'anno scorso i giornali
titolarono "un invalido su quattro è falso", e su questa informazione
distorta si costruirono teorie, si proposero interventi, si profilarono
scenari.
Nel 2011, fra l'altro, INPS ha costruito il campione dei
250mila cittadini da controllare sugli invalidi che comunque le ASL avevano già
previsto di rivedere. Buona parte di quelle provvidenze sarebbero
comunque state revocate dalla normale routinaria attività di revisione.
Ma con questo éscamotage INPS se ne prende il "merito". Non è un caso, quindi,
che Mastrapasqua detti al Corriere, fra le altre, anche questa dichiarazione:
"Qui non stiamo parlando di falsi invalidi, cioè di persone che hanno
truffato lo Stato. Ma di controlli sanitari sull'evoluzione di patologie che
possono migliorare in seguito, riducendo così il grado di invalidità e le
prestazioni connesse."
Quindi, i falsi invalidi non esistono più. Esistono
solo gli "invalidi migliorati". Una dichiarazione sensazionale, a
pensarci, se non fosse che per evidenziare meglio i miglioramenti, INPS nel
frattempo ha cambiato il "metro di misura" dell'invalidità ed in
particolare dell'indennità di accompagnamento, fissando (senza che vi
fosse alcun mandato del Legislatore) altri criteri operativi più
restrittivi di quelli previsti per legge.
I piani di verifica sui falsi invalidi, approvati dal
precedente Governo, prevedono 800.000 verifiche i cui costi nessuno ha
ancora evidenziato. Lo stesso Mastrapasqua afferma che i
risparmi saranno di 180 milioni, senza precisare che, semmai saranno reali, sono
al lordo dei costi di accertamento. La cifra, presa così,
rappresenta circa l'1% della spesa complessiva per le provvidenze agli
invalidi. Un dato che dà l'idea del "grande inganno" propalato in questi
anni.
"A chi o a cosa siano funzionali queste nuove
dichiarazioni? – si chiede Pietro Barbieri, presidente della
Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap – Ad accreditare i
‘meriti' di INPS presso il nuovo Governo? Agli imminenti assestamenti in materia
di provvidenze assistenziali? A concentrare su INPS ulteriori funzioni e poteri?
Ma soprattutto, viste le dichiarazioni INPS, dove sono finite le migliaia di
falsi invalidi dichiarate fino a qualche mese fa?"
*Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap cui
Anffas Onlus aderisce
16 febbraio 2012
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