Sinceramente buon lavoro, Professoressa Guerra!
Articolo di Carlo Giacobini*
Fonte www.superando.it - Vogliamo interpretare
positivamente la nomina della professoressa Maria Cecilia Guerra quale
sottosegretario al Welfare. Avrà la "patata bollente" della
delega assistenziale che la Camera sta discutendo ancora in
questi giorni e di cui temiamo fortemente gli effetti (Disegno di Legge
n. 4566). Ma quello che pensa a proposito di tale delega, Guerra l'ha
già messo nero su bianco in occasione di un'audizione alla Commissione Finanze
della Camera, del 4 ottobre scorso, e dire che è stata
"critica" è usare un eufemismo.
In tal senso ci piace rammentare soprattutto l'incipit del suo
commento alla parte assistenziale della delega: « Ci si chiede allora
come sia possibile ricavare da interventi di razionalizzazione della spesa
sociale e di riduzione di eventuali sovrapposizioni fra interventi di spesa e
agevolazioni fiscali in quest'ambito 20 miliardi. Si tratterebbe del taglio di
un terzo della spesa complessiva (già sotto stress per la parte erogata
dagli Enti Locali). Una spesa, quella in campo sociale, in cui, in tutte
le declinazioni possibili, le statistiche di Eurostat (che hanno il
vantaggio di essere comparabili fra Paesi) ci pongono agli ultimissimi
posti».
E ancora, a proposito di indennità di accompagnamento
da rivedere e da trasferire alle Regioni, il nuovo Sottosegretario
affermava: «Questo trasferimento di responsabilità è invece molto
pericoloso, se non è inquadrato entro una definizione dei Livelli Essenziali,
configurati anche come diritti esigibili, se non viene cioè accompagnata da una
chiara identificazione delle prestazioni a cui il non autosufficiente ha diritto
(che possono anche essere liberamente scelte dall'utente entro un mix
di analogo valore di prestazioni monetarie o in natura, come nel modello
tedesco, e riflettere l'articolazione dei servizi che ogni Regione intende
autonomamente garantire). In caso contrario la riforma proposta rischia
di costituire un arretramento, anziché un avanzamento, nelle politiche a
sostegno dei non autosufficienti. Dal momento che, oggi, l'indennità di
accompagnamento è, almeno in linea di principio, un diritto esigibile».
Professoressa, ora tocca a lei realizzare qualcosa di
davvero diverso. Sinceramente: buon lavoro!
*Direttore editoriale di Superando.it.
1 dicembre 2011
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