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"Le battaglie
servono", commenta Marco Espa, Consigliere Regionale
"Le battaglie servono". Così il consigliere democratico Marco
Espa, vicepresidente della commissione Sanità e Politiche sociali della Regione
Sardegna e primo firmatario dell'ordine del giorno, ha accolto l'approvazione
dell'ordine del giorno per le persone con gravi disabilità. "Sono soddisfatto
per i primi passi in avanti che il Consiglio regionale ha effettuato con
l'approvazione dell'ordine del giorno - ha detto -: aver recuperato i 25 milioni
di euro mancanti è un primo grande risultato, aver deciso e impegnato la Giunta,
con il sì dell'assessore Liori, a rivedere i criteri che tagliavano le risorse
ai singoli piani dei disabili è quello che abbiamo chiesto nella nostra mozione.
Vigiliamo, ovviamente e attendiamo in Commissione Sanità i nuovi criteri
sull'attuazione della legge 162, che devono rimediare al pericolo dei tagli a
migliaia di veri, attestati da commissioni mediche, persone con disabilità grave
e gravissima".
Se non venissero cambiati i criteri della delibera approvata
dalla Giunta regionale che ridisegno le graduatorie per i finanziamenti dei
progetti di sostegno alle persone con disabilità gravi o gravissime
"l'ottantacinque per cento delle 28.351 persone in situazione di gravità -
lamenta Espa - avrebbe perso un consistente punteggio con conseguente
diminuzione del finanziamento che offre alle famiglie che al loro interno hanno
un figlio od un familiare con disabilità. Se non cambiassero i criteri migliaia
di donne, non più sostenute dai finanziamenti ai progetti, ritornerebbero agli
arresti domiciliari senza aver commesso alcun reato, perché senza sostegno
soprattutto a esse toccherebbero i compiti di cura". Attorno alla modifica dei
criteri c'è una grande mobilitazione in tutta l'Isola da parte delle famiglie
delle persone con disabilità che rischiano di essere tagliate fuori dai progetti
di sostegno. "Le stesse famiglie dei veri invalidi chiedono maggior rigore
nell'assegnazione della gravità e certificazioni - conclude il vicepresidente
della commissione sanità -. Sono state proprio le famiglie a sollecitare le
istituzioni, gli uffici dell'assessorato che oggi, finalmente, ha dato degli
importanti segnali di apertura verso quelli che sono semplicemente dei diritti
che da 10 anni i nostri sardi disabili in situazione di gravità hanno avuto, e
che è stato per loro un vero e proprio sostegno insostituibile e in
surrogabile". (fp)
25 novembre 2010
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