Manovra: appello Regioni, Province e Comuni
La denuncia delle Regioni: la manovra
non è sostenibile
Tratto da www.regioni.it -
Regioni, Province e Comuni Ritengono
- Che la manovra-bis non sia sostenibile e che sarà la
causa di una forte contrazione delle prestazioni pubbliche sul territorio
- Che i servizi ai cittadini, alle famiglie e alle imprese
(TPL, Sanità, Sociale, Istruzione, Formazione, Lavoro, Ambiente, Viabilità)
saranno ridotti e potranno inoltre essere oggetto di un forte aumento delle
tariffe
- Che la spesa per investimenti subirà un'ulteriore
sensibile contrazione, provocando effetti fortemente negativi sulla
qualità della vita delle comunità locali e un accentuazione della crisi
economica e produttiva e gravi problemi per le imprese e per l'occupazione
Denunciano
- Che un ulteriore appesantimento del Patto di stabilità
interno avrà effetti depressivi sull'economia e non consente alle
amministrazioni che sono in condizioni di poter erogare servizi e realizzare
opere pubbliche
- Che il blocco alla spesa per investimenti comporta un
impoverimento delle città e dei territori italiani ed una contrazione della
liquidità per le imprese
Propongono
- Che la manovra-bis sia corretta attraverso una
rimodulazione dei tagli che faccia perno su due criteri:
1. Diretta proporzione con la partecipazione alla creazione
del deficit
2. Diretta proporzione con la spesa pubblica amministrata
sull'effettiva incidenza della finanza degli territoriali rispetto al
complesso della finanza pubblica
- Che tutte le norme ordinamentali contenute nel disegno di
legge (piccoli comuni, province, regioni, organizzazione, gestioni associate)
siano stralciate
- Che siano modificate radicalmente le regole del Patto di
stabilità con l'obiettivo di incentivare la spesa e di stimolare gli
investimenti per la crescita in settori strategici per il progresso del
Paese
- Che sia restituita piena autonomia agli enti
territoriali e sia effettivamente riconosciuta la pari dignità istituzionale
- Che sia prevista l'istituzione entro 15 giorni di una
Commissione mista paritetica con poteri e compiti straordinari alla quale
affidare entro 3 mesi la funzione di proporre ed approvare un disegno di
legge che contenga un piano di riordino istituzionale nazionale e
territoriale con l'obiettivo di semplificare il rapporto fra cittadini e
PA, aumentare l'efficienza e diminuire i costi anche della rappresentanza
politica
REGIONI PROVINCE E COMUNI RIVOLGONO UN APPELLO
BIPARTISAN AI GRUPPI PARLAMENTARI DI MAGGIORANZA E DI OPPOSIZIONE AFFINCHE'
LE NORME CONTENUTE NEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE DEL DECRETO CHE
NON HANNO IMMEDIATO IMPATTO FINANZIARIO VENGANO STRALCIATE E ANCHE A TAL
FINE DECIDONO DI INSEDIARE UN GRUPPO DI LAVORO CONGIUNTO AVENTE IL
COMPITO DI PRESENTARE AL PAESE E ALLE ISTITUZIONI:
1.un piano di integrazione delle politiche territoriali
al fine di rendere sempre più forte il sistema istituzionale territoriale;
2.un progetto di riordino istituzionale;
3.un piano di rilancio dell'economia e di
infrastrutturazione del Paese
Per maggiori informazioni
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la news con l'approfondimento di Redattore Sociale sulla condizione attuale
delle Regioni
6 settembre 2011
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