I PUNTATA - ANNI 1958/1959
" Mamma, perché Paolo non va a scuola…non gioca
con me? "
Fu questa la frase, pronunciata dal piccolo Pietro, che accese
nell' animo di Maria Luisa Menegotto la scintilla dell'indignazione per tutte le
"normali" attività, come giocare ed andare a scuola, che suo figlio Paolo non
poteva svolgere solo per il fatto di essere affetto da disabilità, cosa che lo
rendeva "diverso" da tutti gli altri… eppure, ai suoi occhi di madre, Paolo era
un bellissimo bambino di 10 anni, degno di amore e considerazione al pari di
tutti gli altri…
Correvano gli anni cinquanta, con precisione il 1958,
quando Maria Luisa Menegotto, insieme ad un gruppo di genitori di ragazzi con
disabilità, fondò Anffas.
I primi undici soci si incontrarono a Roma il 15
Gennaio negli uffici del cognato della Dott.ssa Menegotto, che a loro rivolse,
in occasione della prima assemblea, queste parole:
" E' comune a tutti i promotori dell'iniziativa il
convincimento, tratto da una dolorosa esperienza, che i pur lodevoli sforzi dei
soli benemeriti tecnici, insegnanti e medici che hanno a cuore la sorte dei
fanciulli minorati psichici non saranno mai sufficienti per risolvere nella sua
interezza il problema dell'assistenza e dell'educazione di questi fanciulli e
che la strada da tentare è quella si far assumere direttamente dai genitori
interessanti l'iniziativa di spezzare e di abbattere la barriera
dell'incomprensione e dell'incuria. "
Grazie all'opera di divulgazione condotta sia tra i genitori
che grazie al coinvolgimento dei mezzi di comunicazione allora disponibili, il
numero di adesioni cominciò ad aumentare ed il 28 Marzo 1958 i soci fondatori
legalizzarono l'atto costitutivo di Anffas, a cui fece seguito il primo statuto
che così recitava:
"Art. 1 – E' costituita con sede in Roma una associazione
destinata a promuovere, sollecitare, attuare provvidenze assistenziali,
educative, ricreative, scolastiche e di qualsiasi altro genere, a favore di
fanciulli e minorenni di ambo i sessi, comunque minorati psichici, meno dotati,
anormali nel carattere."
L' Associazione viene denominata:
ASSOCIAZIONE NAZIONALE
FAMIGLIE DI FANCIULLI MINORATI PSICHICI
La neonata Associazione attuò da
subito una fervente opera di sensibilizzazione, anche e soprattutto tra i
livelli istituzionali, e riuscì così ad influenzare concretamente le decisioni
politiche.
Nell'ottobre del 1958 il ministro della sanità Monaldi stabilì
l'ordinamento dei servizi ministeriali ed istituì la nuova divisione
psichiatrica suddivisa in due sezioni: una con competenza sull'assistenza
psichiatrica e l'altra sui problemi dell'igiene mentale.
Si ponevano intanto
le basi per la nascita delle prime sezioni locali, dei primi nuclei decentrati.
All'estero, in molti paesi, si formavano associazioni con finalità, sia
pratiche che morali, simili a quelle di Anffas.
Nell' anno successivo fu consegnato alle massime autorità di
governo un memorandum che indicava le finalità che, secondo Anffas, dovevano
essere perseguite per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone
con disabilità e delle loro famiglie:
-
Istituire classi differenziali;
-
Mettere a carico dei comuni e delle province le spese
obbligatorie per l'assistenza ai minorati psichici;
-
Creare centri di lavoro industriale ed agricolo;
-
Istituire una forma di pensione/assicurazione a beneficio dei
ragazzi rimasti orfani;
Il programma dell'Associazione era rivolto innanzitutto ad
azioni di propaganda ed alla creazione di nuove sezioni periferiche dopo la
nascita ufficiale delle sezioni di Firenze e Torino, si lavorava nel frattempo
per Genova, Catania, Napoli, Milano, Lecce, Lecco, ed infine per intensificare i
comitati internazionali.
Fu proprio allora che pervenne, a tal proposito,
l'invito del segretario generale della National Society of Mentally Handicapped
Children di Londra a riunirsi in conferenza per creare un'Associazione
internazionale pro ragazzi con disabilità intellettiva e relazionale.
Nel
frattempo le sezioni locali intraprendevano un processo di crescita che le
portava a rendere i servizi forniti alle persone con disabilità e alle loro
famiglie sempre più concreti e svariati.
Tuttavia, all' esterno del mondo un
po' "ovattato" dell'Associazione, il mondo "vero" non era ancora pronto a
recepire gli importanti stimoli forniti dall' instancabile opera di
sensibilizzazione intrapresa da Anffas.
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