II PUNTATA - ANNI 1960/1967
" Lasciate che i pargoli vengano a me, perché di
essi è il regno dei cieli "
Il 14 Marzo 1960 il Santo Padre Giovanni XXIII accolse con
questa frase la numerosa rappresentanza Anffas, composta da più di cinquecento
persone tra genitori e ragazzi, dando al tempo stesso un forte impulso al
cambiamento della Chiesa, affinché questa fosse più aperta non solo verso le
potenti organizzazioni ma anche e soprattutto nei confronti delle piccole
comunità, come le Associazioni che si davano tanto da fare pur tra mille
difficoltà.
Verso la fine dello stesso mese, si tenne a L'Aia un convegno
internazionale, a cui partecipò anche la Dott.ssa Menegotto, in occasione del
quale fu istituita la "Lega Internazionale delle Società per Minorati Psichici"
che si propose come finalità di promuovere legami morali fra le famiglie dei
vari paesi, di confrontarsi sotto l'aspetto legislativo, scientifico e
culturale.
Gli scambi culturali con gli altri paesi europei, soprattutto
l'Olanda, consentirono ad Anffas di fare importanti riflessioni sul modo di
affrontare la disabilità e di potenziare al meglio le capacità di chi ne è
affetto:
"Abbiamo notato che un telaio può usarsi con una sola mano, che una
penna può essere sostenuta con due sole dita, che una macchina da scrivere può
essere messa in funzione con la bocca. Strumenti musicali si possono suonare
senza gli arti…"
Così appuntò nella sua relazione la Sig.ra Marchetti Nardi,
sottolineando il divario fra l'Olanda, paese in cui lo Stato si prendeva cura
delle persone con disabilità sin dalla nascita, tenendo conto delle specifiche
esigenze, e le altre nazioni, compresa l'Italia, dove le famiglie si andavano
ancora organizzando per sensibilizzare opinione pubblica e classe politica.
Nel mese di novembre si tenne l'Assemblea generale Anffas "Non più soli" a
cui parteciparono moltissimi tra gli ormai mille soci e 15 sezioni.
L'opera svolta aveva coinvolto sempre di più i mass media,
specialmente la "neonata" televisione che diede l'opportunità al Sig. Amedeo
Nazzari di devolvere all'Istituto per Bambini Irregolari di Cagliari la somma di
£ 400.000, pari a quanto aveva vinto al gioco televisivo "Il Musichiere".
"Una categoria di fanciulli che non potranno mai far sentire la
propria voce, data appunto la natura della loro invalidità… ecco perché gli
interessi dei nostri fanciulli sono stati finora gli ultimi ad essere
considerati…"
Queste le parole pronunciate da Maria Luisa Menegotto durante
il suo intervento al I° simposio nazionale dell'Associazione che si tenne a
Rapallo nel giugno 1961.
Tuttavia, qualche progresso era stato fatto, già la
partecipazione a tale evento del ministro della Sanità e di vari funzionari,
medici, amministratori pubblici…indicava una maggior attenzione alle questioni
poste dall'Associazione, ma questi erano piccoli passi, ancora lontani dalle
attese e dalle esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
Intanto però, il messaggio del Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald
Kennedy giunse in Italia facendo sperare nella nascita di un nuovo interesse da
parte delle istituzioni nazionali ed internazionali:
" …il ritardo mentale costituisce un grave problema per
almeno una su ogni due persone…si tratta di un problema nazionale e richiede,
quindi, una soluzione nazionale…Per affrontare in modo fruttuoso un problema
complesso come il ritardo mentale è indispensabile poter disporre di nozioni
acquisite, personale addestrato scientificamente, strumenti e tecniche, una
profonda conoscenza di scienze sociali, uno spirito di devozione verso gli
sfortunati… "
Un capo di stato promuoveva, per la prima volta, una campagna a
favore delle persone con disabilità, istituendo un comitato di esperti con
l'incarico di studiare un programma di ricerche e di assistenza stanziando oltre
31 miliardi di dollari.
A Marzo di quello stesso anno, il 1962, l'Assemblea
Nazionale Straordinaria Anffas prese coscienza della necessità di sincronizzare
e coordinare, in modo organico, le svariate realtà presenti ormai sull'intero
territorio nazionale.
Il nuovo consiglio si assunse il compito di fornire
all'Associazione una efficiente struttura tecnica e di costituire un patrimonio
di base per aspirare al riconoscimento ad ente con personalità giuridica. Il
primo passo fu la stesura di un nuovo statuto, all'interno del quale, oltre a
ribadire il carattere nazionale dell' Associazione, ne vennero ridefiniti gli
scopi:
-
Aggregare parenti e tutori, anche attraverso la costituzione
e l'organizzazione di sezioni provinciali
-
Promuovere indagini statistiche e ricerche sulle cause
dell'insufficienza mentale
-
Tutelare gli interessi degli insufficienti mentali presso le
pubbliche amministrazioni
-
Studiare, promuovere programmi per l'assistenza,
l'addestramento, la riabilitazione, l'educazione, il recupero e l'inserimento
nella vita sociale
-
Intervenire presso il legislatore per promuovere leggi
-
Aiutare la preparazione di personale specializzato
-
Ricevere donazioni e sottoscrizioni
Venne definito il patrimonio dell'Associazione ed i mezzi
finanziari per il suo mantenimento e funzionamento.
Furono ridefiniti i soci
(ordinari, onorari, simpatizzanti); si ampliarono gli organi centrali con
l'istituzione della Giunta Esecutiva, il collegio dei Revisori dei Conti e dei
Probiviri, il numero dei Consiglieri Nazionali passò da 7 a 15; furono definite
le modalità di elezione, convocazione, funzionamento e compiti degli organi
statutari; le Sezioni Provinciali furono organizzate, in parallelo con la
struttura nazionale, in Assemblea, Consiglio Direttivo Provinciale, collegio dei
Revisori dei Conti, con specifiche attribuzioni e modalità di funzionamento.
L'anno 1963 si aprì invece con il Consiglio Direttivo Nazionale
nella speranza dell'imminente riconoscimento della personalità giuridica e con
la definizione del logo ufficiale: una rosa blu con il capo reclinato ed il
gambo sorretto da un tutore, logo che aveva adottato un'associazione inglese cui
la Dott.ssa Menegotto aveva fatto visita..
L'anno dopo, il 1964, il ministro
della Sanità On.le Mancini comunicò con un telegramma che "con decreto del capo
dello Stato in data 26 Aprile 1964 ad Anffas era stata riconosciuta la
personalità giuridica", lo stesso ministro portò intanto avanti la proposta di
un disegno di legge per disporre lo stanziamento di fondi al bilancio della
sanità per l'assistenza alle persone con disabilità intellettiva e relazionale.
Gli anni successivi, che costituirono un periodo di crisi in tutto il
panorama italiano, furono anni di fermento anche per il "mondo" della
disabilità, che vedeva i propri diritti divisi tra le competenze di ministeri,
regioni, province e comuni.
Proprio per dare riposta ai disagi che sempre
più venivano a crearsi, molte furono le sezioni Anffas nate proprio in quel
particolare momento storico.
Nello stesso periodo si avviò anche la
costituzione di un centro odontoiatrico a Roma, con l'obiettivo di creare una
struttura nazionale al servizio di Anffas e che, a causa della mancanza dei
fondi necessari, fu riadattato come laboratorio-scuola per i ragazzi della
sezione di Roma, prendendo il nome di "Centro Frank Doria Pamphili", e che
venne, in seguito, riconosciuto come centro medico psico-pedagocico.
Durante
l'Assemblea del 1967, tra le modifiche statutarie riguardanti l'aumento dei
consiglieri nazionali, la nascita di sottosezioni e della figura dei delegati
regionali, un'osservazione importante venne dall'avv. Jona di
Genova:"l'associazione si definisce Associazione di famiglie di fanciulli
subnormali, e gli adulti?"
L'associazione assunse quindi la denominazione
che ne definì l'acronimo : "A.N.F.F.A.S Associazione Nazionale Famiglie di
Fanciulli e Adulti Subnormali".
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