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III PUNTATA - ANNI 1968-1977






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Nel 1969, per la prima volta,
le persone di Anffas hanno scritto
le leggi per le persone con disabilità.

Loro hanno scritto che le persone con disabilità
hanno tanti diritti.

Le persone con disabilità hanno diritto
ad andare a scuola, a lavorare
e a fare tutte le cose che vogliono,
come le altre persone.

Tutte le persone devono rispettare i diritti
delle persone con disabilità.

" Voi state adempiendo ad una delle più nobili e alte missioni dell'uomo: quella di essere fratello del proprio simile... "

Queste le parole rivolte, nel 1968, dal Presidente della Repubblica Italiana Giuseppe Saragat alla delegazione Anffas ricevuta in occasione del decennale della fondazione dell'Associazione. Nello stesso anno, in occasione del IV Congresso della "Lega Internazionale delle Società per i ritardati mentali", tenutasi a Gerusalemme, veniva proclamata e sottoscritta, anche da Anffas, la "Dichiarazione dei Diritti del Ritardato Mentale" che afferma i diritti di libertà e dignità umana delle persone con disabilità e ribadisce il diritto ad adeguate cure mediche, al recupero fisico, all'educazione, alla sicurezza economica, al lavoro, alla partecipazione alla vita sociale in tutti i suoi momenti ed alla permanenza, quanto più possibile, all'interno del proprio nucleo familiare, il diritto ad un tutore, alla protezione da abusi e sfruttamento....tutti diritti che non erano, all' epoca, sempre dati per certi e rispettati.
Erano anni di grande fervore intellettuale e sociale, questo era evidente anche all'interno del "mondo" della disabilità. Infatti, si iniziava ad avvertire un, seppur minimo, interessamento da parte delle istituzioni: nel 1969 vennero istituite delle Commissioni dal Ministero dell'Interno e della Sanità, per discutere dei temi legati alla disabilità, a cui anche Anffas potè apportare il proprio importante contributo.
Con l'avvento degli anni settanta, Anffas iniziava a riflettere anche su stessa, cercando di delineare linee programmatiche che fossero non più esclusivamente indirizzate all' accrescimento del numero dei soci (già arrivati al numero di circa 10.000), ed al superamento dello stato di vergogna e del senso di inferiorità provato dai genitori di persone con disabilità, ma all'inserimento dei propri figli nell'ambito dei normali servizi e delle normali attività, in poche parole: l'integrazione sociale. Questi concetti venivano evidenziati anche nella relazione programmatica Anffas per gli anni 1973/1974 che conteneva, tra le altre cose, il primo slogan di Anffas:

"Per una concreta politica associativa
Uniti nel lavoro comune
Combattiamo l'emarginazione
Promuoviamo la partecipazione
Sollecitiamo le pubbliche amministrazioni
Sensibilizziamo l'opinione pubblica"

Parole che egregiamente descrivevano le svariate attività in cui era costantemente impegnata l'Associazione.
Nello stesso anno, Anffas partecipava alla manifestazione di beneficenza organizzata a Venezia dalla "Lega internazionale degli handicappati mentali" e, con i fondi raccolti, realizzava dei servizi d'ascolto per le famiglie di persone con disabilità in cui erano impegnati neuropsichiatri, psicologi ed assistenti sociali.
Gli anni successivi furono caratterizzati dall'interessamento di Anffas per la creazione di una legge specifica per l'assistenza delle persone con disabilità, anche attraverso la sottoscrizione di una proposta di Legge di iniziativa popolare, primo tentativo di sollecitare il legislatore alla stesura di norme che tenessero realmente conto delle reali esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie, dalla quale poi scaturirono le importanti Leggi concretizzatesi negli anni seguenti.
Nel 1977 Maria Luisa Menegotto, ormai non più Presidente Nazionale Anffas da qualche anno, veniva nominata Presidente Onorario.

IL QUADRO POLITICO - NORMATIVO

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