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SEMINARI SUL GIOCO


Presentazione a cura di Elisa Barazzutti - Consigliere Nazionale Anffas Onlus con delega alla comunicazione e immagine

Se si chiede a 100 mamme quale è la principale attività dei bambini piccoli la maggioranza di loro risponderà, senza alcuna esitazione, GIOCARE . Pochissime, 4 o 5 rimarranno senza parole, quasi intimorite. Queste ultime, statene certi, sono mamme di bimbi con disabilità.
Sembra impossibile ma è come se una cosa così semplice, istintiva ed immediata per tutti i bimbi, come il gioco diventi quasi un lusso che quelli con disabilità non si possono permettere.
Fisioterapia, logopedia, musicoterapia, ippoterapia, -terapia, -terapia, -terapia…., queste sono le parole più probabili e frequenti per noi mamme di persone con disabilità. Anzi, si può dire di più, quando durante una seduta di psicomotricità ci pare che il nostro bimbo giochi, ci sentiamo quasi prese in giro, abbiamo la sensazione di perder tempo.
Ma dove sta scritto che un bimbo, pur con disabilità, non può giocare?
Ma dove sta scritto che un bimbo con disabilità non è prima di tutto un BAMBINO e quindi con tutti i diritti degli altri?
Ad oggi, in tutti i documenti che normano i diritti delle persone con disabilità, ne cito solo uno, l'ultimo, la Convenzione ONU, è sancito che l'interesse superiore di ogni bambino e bambina sia la guida per la progettazione di ogni azione a loro rivolta, e, tra gli altri, esplicitamente è citato il diritto al gioco.
Beh, ma adesso che è scritto sui sacri testi, è davvero così automatico che ogni genitore faccia intimamente suo questo concetto, riesca a comprendere il valore che il giocare ha per il proprio figlio e agisca di conseguenza?
In fondo, i bimbi "normali" giocano e giocando sviluppano capacità motorie, cognitive, emozionali, relazionali, e, non di minore importanza, sperimentano il PIACERE di giocare. bambina che gioca
Ma chi l'ha detto che i bambini con disabilità possono imparare, ovviamente nelle misura in cui lo possono fare, solo attraverso le terapie?
Non è così, anche i bambini e le bambine con disabilità possono sperimentarsi nel gioco acquisendo competenze motorie, cognitive, emotive, sperimentare il piacere che ne deriva ed i genitori, i fratelli le sorelle, i nonni, gli zii, etc., possono goderne con loro migliorando così le relazioni, possono imparare a scegliere, a preferire, a desiderare, in una parola, CRESCERE e per giunta, divertendosi.
Certo non tutti possono fare qualunque gioco, forse bisognerà adattarne qualcuno, semplificarne altri, modificare giocattoli facendo attenzione alle difficoltà di ognuno, magari farsi aiutare dagli operatori a capire i limiti e le potenzialità, ma tutto ciò è assolutamente superabile, il passo più grande da fare è, come sempre, crederci.
Maria Teresa Persico, terapista della neuropsicomotricità età evolutiva, ANFFAS Milano e Carlo Riva, direttore associazione L'Abilità ONLUS Milano, hanno approfondito questa tematica durante due seminari da loro simpaticamente condotti nel mese di novembre presso la nostra sede di Tolmezzo. Sono stati per noi genitori, appuntamenti importanti dove riscoprire il senso e il valore che il gioco ha per i bambini, ma anche sperimentare e ritrovare sensazioni che noi adulti abbiamo dimenticato. Inoltre hanno stimolato la nostra creatività proponendoci di inventare giochi o riadattare giocattoli così da renderli fruibili a bambini che presentano specifiche difficoltà; ci hanno guidato alla riscoperta di un mondo di cui tutti noi, più o meno anni fa, abbiamo goduto, ma, soprattutto, ci convincono che anche i bambini con disabilità possono e devono giocare per trarne grandi vantaggi.

Il diritto al gioco per tutti i bambini ovvero "I mondi e modi del gioco possibile"

Seminario per genitori di bambini con disabilità

Il 30 marzo 2007 viene firmata a New York la Convenzione Internazionale delle persone con disabilità .
Inclusione sociale, parità di trattamento, parità di opportunità, non discriminazione, vita indipendente, sono solo alcune delle parole chiave che vanno a costituirsi come punti cardine.


La valutazione del gioco e delle abilità ludico espressive e creative è tra queste e viene inoltre ben sottolineata dall'ICF, nella misurazione della partecipazione del bambino, considerandola quindi una tra le abilità necessarie alla crescita di un individuo.

Il gioco è scoperta, esplorazione e stimolo ; il bambino giocando impara, si esprime, si relaziona, esterna emozioni, esprime desideri, diventa indipendente. Quindi il gioco è tutto ciò che può stimolare l'uso del corpo e dei sensi.
Giocare è un diritto di tutti i bambini, ma diventa un problema quando la difficoltà a muoversi o l'incapacità di vedere oppure ancora la scarsa capacità d'attenzione e concentrazione su di un compito compromettono le sue capacità di gioco. Se per tutti i fanciulli esiste un diritto al gioco, la disabilità rischia di negarlo perché il gioco difficilmente vi compare spontaneamente; perché talvolta non sono capaci di imitare; perché i giochi tradizionali non sono pensati per chi ha difficoltà nel fare anche le cose più semplici; perché le famiglie spesso sono iperprotettive o al contrario troppo deleganti; perché questi bambini sono lasciati fuori dai circuiti ricreativi del territorio; perché gli adulti non si stanno impegnando a sufficienza per credere nel potenziale del gioco e quindi intraprendere cambiamenti efficaci.

Solo a partire dalla relazione tra adulto e bambino si può sviluppare l'attività ludica, nel quale il bambino è protagonista attivo di questa esperienza .
Giocare quindi presuppone, da parte dei genitori, il "mettersi in situazione". È dunque nel fare insieme – genitore e bambino – che l'esperienza del gioco diventa possibile, valorizzando la personalità di entrambi: un genitore che riacquista il proprio figlio nella relazione e nella comunicazione di un'attività condivisa; un bambino che nella fiducia relazionale riconosce il proprio corpo, se stesso.

Spesso i genitori ritengono il gioco un'attività inutile o secondaria rispetto agli interventi riabilitativi su cui investono molto. Il bambino invece necessita per la propria qualità della vita di un giusto equilibrio tra attività ludiche e interventi educativi riabilitativi.

Obiettivi
• Riflettere e approfondire la valenza del gioco nella vita del bambino con disabilità
• Comprendere il significato del gioco come strumento atto a valorizzare le potenzialità e l'identità individuale e sociale del bambino stesso
• Annoverare il gioco come primo punto di partenza nella costruzione del percorso di autonomia che porterà il bambino a diventare persona adulta
• Confrontarsi con i tempi e i modi del gioco
• Sviluppare creatività nella proposta del gioco
• Aumentare le capacità genitoriali nella relazione con bambino

Metodologia
Singoli apporti tematici alternati a momenti di lavoro di gruppo, laboratori esperienziali, occasioni di confronto e riflessioni sulle buone prassi.

Destinatari
Il corso si rivolge a 20 genitori di bambini con disabilità in età evolutiva.


Articolazione del programma

Il percorso prevede due proposte.

Proposta A: 4 moduli, distribuiti in un fine settimana a partire dal venerdì pomeriggio per concludersi con la mattinata della domenica.

1. Venerdì dalle 17 alle 19 Conduttori: Riva e Persico
- Il diritto al gioco sancito dalle Convenzioni ONU
- L'ICF e il gioco
- Il gioco nella crescita del bambino con disabilità
- …ci lasciamo ri-provando a sentirci….. (avvio laboratorio esperienziale)


2. Sabato dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 16.30 Conduttori: Persico
- per ritrovare il senso del gioco occorre ri - mettersi in gioco (laboratorio esperienziale)
3. Sabato dalle 16.30 alle 18.30 Conduttori: Riva
- Quali giocattoli per i bambini: il mondo dei giochi, gli adattamenti necessari


4. Domenica dalle 9 alle 11 Conduttori: Persico, Riva
- proviamo a trasformare i giochi… (laboratorio esperienziale)
- confronto finale

Proposta B: 4 moduli, distribuiti in due fine settimana.

1. Venerdì - dalle 17,30 alle 19,30 Conduttori: Riva
Incontro "Giocar non è una medicina … ma ancor di più è una magia!" : l'importanza del gioco nella vita di ogni bambino

2. Sabato – dalle 9,30 alle 12,30 Conduttori: Persico
Laboratorio "Giocare vuol dire : sperimentare, inventare, imparare, ma anche comunicare, scambiare…"

3. Venerdì – dalle 17,30 alle 19,30 Conduttori: Persico
Laboratorio "I giochi per giocare" : dal corpo ai materiali.

4. Sabato – dalle 9,30 alle 12,30 Conduttori: Persico e Riva
Proviamo a trasformare i giochi… (laboratorio esperienziale)
Confronto finale

SPAZIO: è richiesto uno spazio attrezzato con sedie spostabili per i momenti laboratorio, della dimensione minima di 40 m2, per permettere alle persone di muoversi nei momenti esperienziali.

MATERIALE
A carico degli organizzatori:
• PC per proiezione slide/videoproiettore (altrimenti portato dai conduttori)
• Apparecchio per ascolto CD e cassette
• Fogli A4 carta bianca
• Nastro adesivo
• Cucitrici e graffette
• Colla
• Pennarelli
• Forbici

• E' richiesto un abbigliamento comodo per potersi muovere durante i laboratori

Conduttori
Maria Teresa Persico, Terapista della neuropsicomotricità età evolutiva, ANFFAS Milano
Carlo Riva, Coordinatore Associazione L'Abilità ONLUS Milano

Per maggiori informazioni
www.labilita.org

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