LABORATORIO DI POESIA
In questo spazio si vuole dare testimonianza di come le
persone con disabilità possono esprimere la loro creatività, le loro emozioni, i
loro sentimenti se solo gliene viene data l'opportunità. Chissà quante altre
cose potrebbero dirci e mostrarci di loro se noi fossimo davvero disposti a
guardarli e ad ascoltarli senza valutarli e senza porre loro dei limiti, e anzi
sostenendoli nel perseguire i loro desideri e le loro inclinazioni e a decidere,
per quanto possibile, della loro vita?
Le esperienze che seguono sono state
attuate all'interno di una Cooperativa Sociale di Milano dall'eloquente
denominazione FRATERNITA' E AMICIZIA
NASCITA DI UN
LABORATORIO DI POESIA
Tutto ha inizio nel settembre 2005 quando,
all'interno di uno dei nostri Servizi (Servizio Formativo di Riqualifica
Operatore dell'Artigianato), viene istituito un "Laboratorio di Poesia" con un
programma che parte dal periodo volgare per arrivare ai poeti del novecento,
passando per Dante, Petrarca, Manzoni, Leopardi, Wilde, Lorca, Pasolini, De
Andre' ed altri.
L'obbiettivo di tale laboratorio è quello di portare i
ragazzi a sentire e conoscere i propri sentimenti attraverso la poesia. Si
comincia con Cecco Angiolieri "S'ì fosse foco". Il programma prevede la lettura
e la spiegazione del testo poetico per renderlo maggiormente comprensibile e
favorirne la rielaborazione; la poesia diventa così il mezzo attraverso cui i
ragazzi possono ascoltare e riconoscere le proprie emozioni che trascrivono in
un componimento poetico di loro creazione. Da qui ha inizio un'incredibile ed
inesauribile produzione poetica che continua tutt'oggi dove rabbia, dolore,
amore, tristezza e solitudine prendono la forma di parole semplici, a volte
ortograficamente scorrette, ma piene di significato che rivelano la ricchezza
del mondo interiore dei nostri ragazzi.
Da questa ricchezza nasce l'idea di
un evento per l'esposizione di tutto il materiale raccolto: POESIABILE.
SE IO
Se io fossi un angelo
Camminerei sui sogni delle persone
Se non fossi un angelo
Non potrei vedere quello che ho dentro di me
Se avessi gli occhi
Per guardare il mondo
Non sarei così diversa
F.M
Grazie all'interessamento delle Edizioni Rhymers Club è stato possibile
pubblicare un volume contenente alcuni componimenti poetici scritti dai ragazzi.
Successivamente, grazie ad uno spazio messo a disposizione da "La Mondatori",
abbiamo potuto realizzare un evento "Poesiabile" patrocinato dal Comune di
Milano e pubblicizzato a livello cittadino. Finalmente i nostri ragazzi
protagonisti, davanti a tantissime persone, hanno potuto dimostrare le loro
competenze, svelando un aspetto dell'essere disabile che troppo spesso viene
ignorato: la capacità di sentire e pensare, coniugando due elementi, proprietà
di tutti gli essere umani… I nostri ragazzi vanno solo aiutati ad intraprendere
il cammino, incoraggiati e spronati verso la scoperta di se', per costruire un
io autentico che non abbia paura di affrontare le diverse verità. …Negare non
cambia la realtà delle cose… Gli scritti sono un insieme di parole che possono
toccare il cuore di tutti noi… Per noi parole, ma per loro, i ragazzi, pezzi di
vita vissuta che nascondono coraggio e la forza con cui ognuno di noi affronta
il nascere di ogni nuovo giorno…
Tutti insieme, forse, riusciremo a farci
conoscere a far comprendere che esiste anche "un'altra disabilità" più
mascherata che ha però bisogno di ascolto e considerazione… Aiutare a vivere una
vita maggiormente dignitosa e piena di significato è compito di tutti noi…
Nasciamo ognuno ignaro del proprio destino, viviamo in base alle risorse
individuali, e moriamo soli, ma accompagnati dalla ricchezza di quanti abbiamo
saputo incontrare scambiandoci emozioni, affetti e dolori…
LA SOLITUDINE
Oh, cara solitudine
ogni tanto mi fai tremare il
cuore
ma mi fai pensare a tante cose belle
che Dio mi ha concesso
esempio d'amore, la natura e la sincerità
la solitudine fa parte di noi
basta saperci convivere
M.R.
"LA CAPACITA' DI AUTONARRARSI E' UN PERCORSO"
Nasce
l'idea di un progetto per la realizzazione di un seminario dal titolo:
"I
FIGLI RACCONTANO AI GENITORI", con l'obiettivo di far comprendere ai famigliari
il punto di vista dei ragazzi con disabilità raccontato da chi, in prima linea,
ha vissuto difficoltà, gioie e dolori .
Da qui l'idea di creare un GRUPPO
NARRANTE, esperienza nata nel mese di marzo 2007.
Attualmente il gruppo è
composto da dieci ragazzi con lieve disabilità intellettiva e relazionale che
hanno effettuato un percorso di crescita e di accettazione delle problematiche
relative al difficile percorso di vita che molti dei nostri ragazzi si sono
trovati o si trovano ad affrontare.
Tale gruppo unitamente ad un tutor si è
proposto di far conoscere le tematiche inerenti la "disabilità" in un modo
alternativo, direttamente dalla voce dei veri protagonisti, i ragazzi, che
recandosi nelle scuole, in strutture, aziende, associazioni, seminari, corsi di
formazione, ecc., hanno potuto affrontare la tematica del "sentirsi diverso"
attraverso storie di vita vissuta.
Il racconto diretto, in prima persona, ha
creato nelle diverse situazioni un ascolto empatico e un riconoscimento della
ricchezza di un mondo interiore che molto spesso, nella nostra società, non
viene considerato.
"… Il limite non preclude la capacità di sentire, amare
ed il diritto ad un progetto di vita…" .
LA SCRITTURA CREATIVA: L'AUTOBIOGRAFIA
Contemporaneamente nasce l'idea di lasciare traccia scritta dei diversi
racconti che vengono effettuati dal Gruppo Narrante. Nel settembre 2007 ha
inizio il Laboratorio di Autobiografia composto da dieci ragazzi frequentanti i
nostri diversi servizi. L'obbiettivo è quello di riuscire a raccogliere
autobiografie individuali e di gruppo all'interno di un volume con la speranza
di riuscire a pubblicare un libro entro l'anno.
Qui di seguito uno stralcio
che i ragazzi hanno scritto e che hanno dato il permesso di divulgare come
testimonianza del lavoro in atto.
VITE A CONFRONTO
In una giornata di ottobre, nove
persone Alessandra, Alessandro, Antonella, Emiliano, Massimiliano, Olga, Rosario
e Simona si trovarono intorno ad un tavolo… Era una giornata di sole ma il cuore
di ognuno di loro era attraversato da inquietudine…
Inizia Simona, la
simpatica e coraggiosa del gruppo dicendo:" Io sono una persona che ama tanto le
persone e le aiuta quando hanno bisogno. So amare ed accetto le persone per come
sono e ha fiducia in chi voglio bene e quindi anche in voi…"
Interviene
Alessandra dicendo: " Io mi sento tormentata, vivo male in famiglia, mi
impongono scelte che non voglio. Se fossi più libera e più autonoma vivrei da
sola o con amici, vorrei sposarmi con qualcuno che piace a me… Se fossi sempre
allegra non sarei Ale…"
Olga aggiunge: "Se fossi una ragazza senza problemi
la mia vita sarebbe stata completamente diversa, avrei fatto il liceo classico,
sarei molto felice ed in pace con il mondo, invece io sono in guerra con il
mondo perché non riesco ad accettarmi… Vedo le persone normali della mia età mi
raccontano della loro vita dei loro fidanzati dico accidenti perché questo
stramaledetto parto, perché non mi hanno fatto un cesareo e va'a fan culo… io
non sono neanche credente e non posso neppure dare la colpa a Dio…"
Antonella replica: "Io mi sono abituata ad accettare la mia disabilità… Ora
mi sento capace e vedo i miei limiti, però i miei sogni so che non diventeranno
mai realtà come diventare madre…"
Massimiliano, assorto, prende la parola e
dice: "Se io fossi un ragazzo diverso da quello che sono ora dalla vita
sicuramente avrei più gioie che dolori, ma mi hanno messo al mondo così e non
posso far nulla… Quando sarà il momento della morte e io me ne andrò con un
sorriso per chi veramente mi ha voluto bene ma con odio e rabbia di chi di me
non gliene è fregato nulla…"
Cade il silenzio nella stanza spezzato dalla
voce di Rosario… "La vita per me è stata un film dell'orrore perché l'ambito
famigliare si è spezzato in centinaia di pezzi ed io sono rimasto il povero
organo d'amore, poi grazie alla mia volontà ce l'ho fatta ad andare avanti
voglio arrivare alla mia meta, una famiglia ed un lavoro e la vostra felicità…"
Alessandro l'intellettuale pessimista, racconta che anche per lui la vita è
stata dura con momenti di grande depressione con pensieri molto negativi ed
autodistruttivi… "Cio' ha influito nei miei rapporti con il prossimo mi ha
limitato nel comprendere ed amare gli altri troppo spesso occupato a guardare
solo me stesso ed il mio dolore… La vita comunque merita di essere vissuta anche
se non è come la volevo…"
Emiliano dice: "Io sono un ragazzo che cerca
l'amore nel vuoto più profondo dentro nel mio cuore che purtroppo non ci sarà
mai perché ho sofferto molto perché non ho mai avuto…"
Rosario dice: "Certo
ragazzi che tutte queste parole dimostrano quanta sofferenza ci dà la nostra
disabilità…" Antonella aggiunge: "Però dobbiamo imparare a conviverci…" Simona:
"Però dobbiamo imparare anche a sognare…" Emiliano: "Ma i sogni non si avverano
mai…" Alessandro: "La vita non è un gioco…" Emiliano: "Non siamo più dei
bambini, non possiamo più giocare, crescere è difficile e dobbiamo uscire dal
guscio ed affrontare la nostra vita…" Olga: "Da piccoli crediamo che la
disabilità vada via ma da grandi scopriamo che non è così…" Massimiliano, il
poeta del gruppo aggiunge: "Ma cosa è la disabilità?"
Il gruppo si lascia con questo interrogativo ma con il desiderio di rivedersi
e capire attraverso le proprie vite come si possa affrontare la propria
esistenza non solo attraverso il dolore ma anche attraverso l'esempio, la forza,
le capacità e l'amore che le persone con disabiltà possono trasmettere a chi si
ritiene privo di problemi…
CONOSCERCI PER AMARCI
I Ragazzi
Del
Laboratorio di Poesiabile
Del laboratorio di Autobiografia
Del Gruppo
Narrante
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