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Vecchio 31-10-2006, 14:48
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Predefinito Rivarolo Canavese, 27 e 28/10/2006 - Lavoro di Gruppo - Gruppo A

Ecco quanto emerso dal lavoro del Gruppo A, in occasione del XII Evento Formativo "Anffas In-Forma" - Livello Nazionale - "Presa in Carico".

Il lavoro di gruppo prosegue su questo forum...quindi: BUON LAVORO!!!



Gruppo di lavoro A

Scopo della simulazione: definire i contenuti con cui impostare una campagna di informazione e comunicazione sull’immagine della famiglia con disabile.

Anffas Onlus ha messo a punto una campagna informativo-comunicativa che intende valorizzare la famiglia (sia che abbia una persona con disabilità all’interno o meno) nella società.

L’opera di sensibilizzazione ha lo scopo di eliminare l’isolamento in cui si trova una famiglia quando ha un figlio con disabilità facendo in modo che riesca a creare un interscambio tra le famiglie, enfatizzando l’aspetto delle eguaglianze tra le persone e non puntando sulle diversità; RIMARCARE che la disabilità NON è una questione privata, ma un aspetto della società.
Non si è più di fronte ad un clima di “compassione” o pietismo da superare: le dinamiche familiari sono diverse e tendono all’apertura verso l’esterno con una consapevolezza della propria entità e dei propri diritti, oltre che desideri, aspettative, doveri, bisogni; una nuova idea di famiglia: giovane, formata ed informata tenendo presente il concetto di ICF che sostiene che la disabilità è una situazione di salute in contesto sfavorevole, si deve partire da una condizione di uguaglianza, considerando che ciascuno può essere una risorsa per l’altro.
Il destinatario principale della campagna informativa è la società nel suo insieme.

Per il reperimento dei fondi si intende rivolgersi al Ministero della Famiglia e della Solidarietà Sociale, Pubblicità Progresso (RAI), Comunicazione Sociale (MEDIASET), avvalendosi inoltre di tutte le possibilità che il quadro normativo mette a disposizione per il reperimento fondi.

La comunicazione si esplicherà con:
  • campagne televisive (sia intervenendo in trasmissioni che con spot pubblicitari), radiofoniche, tramite web o nelle neoantologie, nei consultori, con progetti specifici nelle scuole, seminari tematici nelle università ovvero con manifesti e locandine.
Alcuni suggerimenti al fine di poter rendere i canali comunicativi il più efficaci possibile:

In televisione si propone di rappresentare, mettere in risalto situazioni comuni di vita familiare, enfatizzando che non c’è differenza tra i bisogni e i desideri delle diverse famiglie, si devono quindi appiattire gli ostacoli, non solo strutturali ma anche e soprattutto mentali e culturali, che limitano quelle al cui interno è presente una persona disabilità.
Una ulteriore idea per il canale comunicativo televisivo potrebbe essere la messa a punto di un video che mostri un puzzle raffigurante situazioni familiari diverse e nel quale il tassello con la famiglia con disabilità fatica a collocarsi chiedendosi perché questo debba accadere.

Dal punto di vista del canale radiofonico, valutando all’occorrenza la possibilità di avvalersi o meno di un testimonial d’effetto che dia un’idea positività, si vuole rimarcare che tutte le famiglie hanno desideri, aspettative: le difficoltà sono comunque e sempre tante e allora ci si interroga sul perché le famiglie con un bambino con disabilità debbano averne ancora di più?
Altra proposta radiofonica potrebbe essere quella di creare degli spot ad hoc, le cui voci potessero essere quelle di familiari di persone con disabilità che, dopo aver esposto singolarmente ciò che i loro fanno per e con il loro familiare con disabilità, all’unisono chiedono: “E tu?”

Un esempio esplicativo:
Mamma: “Mia figlia non parla, io lo faccio per lei”
Papa : “ Io l’accompagno a scuola tutti i giorni”
Fratello: “Noi ci divertiamo giocando insieme”
Tutti e tre insieme ”e tu?”

Per quanto riguarda, invece, la campagna di affissione, si suggerisce di rappresentare nuclei familiari di etnie diverse in uno specifico contesto (esempio: il momento del pranzo ); a queste si aggiunge anche una famiglia con un bambino con disabilità, invitando a riflettere che le differenze sono solo culturali e che le diversità arricchiscono.

Per ogni tipo di campagna si potrebbe, inoltre, chiedere alle varie aziende che pubblicizzano i loro prodotti, di inserire nei loro spot per reclamizzarne il consumo, anche famiglie di persone con disabilità.

Infine si deve trovare uno slogan d’effetto che faccia da filo conduttore: per questo ci si affiderà ad una agenzia preposta.

Ultima modifica di forumadmin : 31-10-2006 alle 15:08.
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