Disturbi dello spettro autistico, cosa sono?
(Fonte DSM5) - Per molti anni l’autismo è stato erroneamente attribuito a presunte carenze nelle relazioni familiari o a comportamenti inadeguati dei genitori. Oggi questa teoria è stata definitivamente superata.
La comunità scientifica internazionale riconosce il Disturbo nello Spettro dell’Autismo (ASD) come una condizione del neurosviluppo, caratterizzata da differenze nel funzionamento del cervello che influenzano la comunicazione, l’interazione sociale e la presenza di interessi e comportamenti ripetitivi o ristretti.
L’autismo ha origine multifattoriale: le evidenze scientifiche indicano il coinvolgimento di fattori genetici, che svolgono un ruolo significativo, insieme a fattori ambientali precoci che possono contribuire alla sua manifestazione. Non esiste una singola causa.
Il disturbo dello spettro dell’autismo è una condizione con esordio in età evolutiva, anche se può essere diagnosticata in diverse fasi della vita, compresa l’età adulta. Le stime epidemiologiche più recenti indicano che riguarda circa l’1% della popolazione, con dati che in alcuni studi riportano una prevalenza di 1 persona su 77 nella popolazione generale.
Il termine “spettro” sottolinea l’ampia eterogeneità delle caratteristiche e dei livelli di supporto necessari. Le manifestazioni possono variare nel tempo, nell’intensità e nelle modalità con cui si esprimono. Alcune persone possono necessitare di un sostegno significativo nella vita quotidiana, mentre altre possono essere pienamente autonome.
Ogni persona nello spettro autistico è unica, con punti di forza, bisogni, modalità comunicative e percorsi di vita differenti. Parlare di spettro significa riconoscere questa diversità e promuovere interventi personalizzati, orientati alla qualità della vita, all’inclusione sociale e al rispetto dei diritti.
Descrizione dei disturbi dello spettro autistico
I Disturbi dello Spettro Autistico sono caratterizzati da una compromissione grave e generalizzata in 2 aree dello sviluppo: quella delle capacità di comunicazione e interazione sociale e quella nell’area degli interessi e delle attività.
- Deficit persistenti della comunicazione sociale e dell’interazione sociale in molteplici contesti, come manifestato dai seguenti fattori, presenti attualmente o nel passato:
- Deficit della reciprocità socio-emotiva, che vanno, per esempio da un approccio sociale anomalo e dal fallimento della normale reciprocità della conversazione; a una ridotta condivisione di interessi, emozioni o sentimenti; all’incapacità di dare inizio a di rispondere a interazioni sociali.
- Deficit dei comportamenti comunicativi non verbali utilizzati per l’interazione sociale, che vanno, per esempio, dalla comunicazione verbale e non verbale scarsamente integrata; ad anomalie del contatto visivo e del linguaggio del corpo o deficit della comprensione e dell’uso dei gesti; a una totale mancanza di espressività facciale e di comunicazione non verbale.
- Deficit dello sviluppo, della gestione e della comprensione delle relazioni, che vanno, per esempio, dalle difficoltà di adattare il comportamento per adeguarsi ai diversi contesti sociali; alle difficoltà di condividere il gioco di immaginazione o di fare amicizia; all’assenza di interesse verso i coetanei.
- Pattern di comportamento, interessi o attività ristretti, ripetitivi, come manifestato da almeno due dei seguenti fattori, presenti attualmente o in precedenza:
- Movimenti, uso degli oggetti o eloquio ripetitivi;
- Aderenza alla routine priva di flessibilità;
- Interessi molto limitati;
- Iper o iporeattività in risposta a stimoli sensoriali o interessi insoliti verso aspetti sensoriali dell’ambiente.
- I sintomi devono essere presenti nel periodo precoce dello sviluppo.
- I sintomi causano compromissione clinicamente significativa del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.
- La disabilità intellettiva e il disturbo dello spettro dell’autismo sono spesso presenti in concomitanza.
Oggi è richiesta un’attenzione specifica verso i disturbi nello spettro autistico soprattutto per il rischio che le persone con disturbi dello spettro autistico corrono di veder strumentalizzate le proprie istanze, di essere penalizzate dalla frammentazione della rappresentanza e degli interventi.
Sui disturbi dello spettro autistico c’è stata e c’è un’attenzione nuova e specifica ed il dibattito si concentra oggi principalmente sugli aspetti etiologici, diagnostici e di trattamento.
Disturbi dello spettro autistico, cosa fa Anffas
Dalla sua nascita Anffas tutela i diritti delle persone con disabilità intellettiva senza alcuna distinzione tra persone con disabilità intellettive e con disturbi nello spettro dell'autismo e delle loro famiglie, individuando la necessità che per queste si realizzi un percorso di presa in carico tempestiva, globale e continuativa e sulla base di una progettazione individualizzata e personalizzata ed attraverso percorsi abilitativi e riabilitativi, rivolti non solo alla persona ed ai suoi familiari ma anche all’ambiente in cui la stessa vive (“curare il territorio per curare le persone”) ai fini del raggiungimento di una buona qualità di vita e dell’inclusione sociale nella società.
«Non si può che pensare e guardare agli autismi come una modalità diversa di affrontare e incorporare il mondo, ed in quanto tale né giusta, né sbagliata, ma unica, e quindi da riconoscere, sostenere ed “attrezzare” per una vita che sia il più possibile di qualità».
Roberto Speziale, Presidente Nazionale Anffas
Anffas si prende cura di circa 4.000 persone con disturbi dello spettro autistico e delle loro famiglie in tutta Italia. Anffas desidera rappresentare le istanze delle persone con autismo e delle loro famiglie, partendo dall’ascolto diretto delle loro voci.
Approfondimenti
Autismo: quale trattamento per bambini e adolescenti?
Manifesto Anffas “Autismi 2.0”
Agenda Anffas 2017 - Autismi: prima le persone
Articolo GIDN - ed. Aprile 2023
Libri e materiali
- American Psychiatric Association. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – Quinta Edizione. A cura di Biondi M. Raffaello Cortina Editore, Milano 2014.
- Lang, R., Regester, A. et al. (2010), Treatment of anxiety in autism spectrum disorders using cognitive behaviour therapy: A systematic review. Dev Neurorehabil, 13(1):53-63.
- Linee Guida Internazionali; Linea Guida Italiana: SNLG 21, 2011 - Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti per la diagnosi e trattamento dei bambini e adolescenti con disturbi dello spettro autistico
- Sofronoff, K., Attwood, T., Hinton, S., Levin, I. (2007), A Randomized Controlled Trial of a Cognitive Behavioural Intervention for Anger Management in Children Diagnosed with Asperger Syndrome. J Autism Dev Disord., 37(7):1203-14.
- White, A.H. (2004), Cognitive behavioural therapy in children with autistic spectrum disorder. STEER, 4(5).


