L’International Disability Alliance (IDA) parteciperà al Global Disability Summit (GDS) 2025, che si terrà a Berlino dall’1 al 3 aprile. Questo evento rappresenta un momento cruciale per valutare i progressi compiuti, identificare le sfide ancora aperte e rafforzare gli impegni a favore dei diritti delle persone con disabilità.
Un momento di riflessione sulla CRPD
A quasi vent’anni dall’adozione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD), il mondo ha assistito a importanti cambiamenti. La Convenzione ha catalizzato riforme legislative, nuove politiche e un miglioramento complessivo degli standard sui diritti umani. Tuttavia, il progresso è stato disomogeneo e incompleto.
Molti Stati, pur avendo ratificato la CRPD, continuano a mantenere leggi e pratiche che violano i principi della Convenzione. Tra i problemi più critici ancora presenti vi sono:
- Discriminazione diffusa in vari ambiti, tra cui lavoro, istruzione e accesso ai servizi.
- Barriere infrastrutturali e sociali che ostacolano la piena partecipazione alla vita pubblica.
- Sterilizzazione forzata e trattamenti medici non consensuali.
- Limitazioni alla libertà personale, con persone con disabilità ancora detenute in istituzioni chiuse.
- Mancato riconoscimento della capacità giuridica, che impedisce a molte persone con disabilità di prendere decisioni autonome sulla propria vita.
Queste sfide mostrano come, nonostante i progressi, permangano ostacoli sistemici che impediscono la piena realizzazione dei diritti delle persone con disabilità.
Il ruolo centrale delle OPD
Le Organizzazioni di Persone con Disabilità (OPD) svolgono un ruolo essenziale nel promuovere cambiamenti politici e sociali. Tuttavia, queste organizzazioni affrontano gravi difficoltà, tra cui:
- Mancanza di finanziamenti adeguati, che limita la loro capacità di incidere realmente.
- Processi di consultazione inefficaci, dove la loro partecipazione è spesso simbolica e non porta a un’effettiva co-creazione delle politiche.
- Riduzione dello spazio civico, con governi che limitano le attività delle organizzazioni della società civile.
Per garantire un impatto reale, le OPD devono essere pienamente coinvolte nei processi decisionali e ricevere risorse adeguate per sostenere la loro azione.
La crisi del finanziamento e la riduzione dello spazio civico
Negli ultimi anni, il crescente autoritarismo globale ha limitato la libertà di espressione e la capacità di azione della società civile. Questo ha colpito in modo particolare le OPD, che si trovano ad affrontare maggiore repressione e minori opportunità di finanziamento.
A livello globale, i finanziamenti per l’inclusione delle persone con disabilità sono drammaticamente insufficienti:
- Meno dell’1% degli aiuti internazionali è destinato alla disabilità.
- Solo lo 0,5% di questi fondi va direttamente alle OPD.
Senza un aumento significativo delle risorse, i progressi ottenuti negli ultimi decenni rischiano di andare persi, e molte iniziative di inclusione potrebbero essere compromesse.
Gli obiettivi del Global Disability Summit 2025
Il GDS 2025 rappresenta un’opportunità per trasformare gli impegni in risultati concreti. In particolare, IDA sottolinea la necessità di:
- Un impegno finanziario più solido: i governi e le organizzazioni internazionali devono destinare risorse significative all’inclusione delle persone con disabilità.
- Un maggiore ruolo per le OPD: queste organizzazioni devono essere parte attiva nella definizione e attuazione delle politiche.
- Il principio “15% per il 15%”: come proposto nella Dichiarazione di Amman-Berlino, i governi dovrebbero destinare almeno il 15% dei finanziamenti per l’inclusione delle persone con disabilità, che rappresentano circa il 15% della popolazione mondiale.
- Migliorare il monitoraggio e la responsabilità: gli impegni presi devono essere seguiti da azioni concrete e misurabili.
Conclusione: dalla promessa all’azione
L’IDA sollecita governi, organizzazioni della società civile e istituzioni internazionali a trasformare gli impegni in azioni concrete. Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale assicurare che le politiche di inclusione ricevano finanziamenti adeguati e sostenibili, in modo da garantire continuità e impatto reale. Allo stesso tempo, è necessario rafforzare il ruolo delle Organizzazioni di Persone con Disabilità (OPD) nei processi decisionali, affinché possano contribuire attivamente alla definizione delle strategie e delle politiche che le riguardano. Inoltre, l’inclusione della disabilità nelle politiche globali deve diventare una priorità, evitando che le persone con disabilità continuino a essere escluse o trascurate nei piani di sviluppo e nei programmi internazionali.
Il Global Disability Summit 2025 deve segnare un punto di svolta, trasformando le promesse in azioni concrete per un mondo più inclusivo e giusto per tutti.
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