A pochi giorni dall’avvio della sperimentazione della Riforma sulla Disabilità in Trentino Alto Adige, gli Stati Generali sulle disabilità intellettive e i disturbi del neurosviluppo di Anffas che si sono svolti ieri a Trento hanno tracciato la strada per un impegno congiunto da parte di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti al fine di tradurre politiche e normative in miglioramenti concreti nella vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie, soprattutto in termini di esigibilità dei diritti che, come ha ricordato il presidente nazionale Anffas Roberto Speziale nel suo intervento di apertura lavori “Sono sostegni e sono indispensabili ma ancora oggi, purtroppo, quei diritti che pensavamo essere ormai consolidati e per i quali Anffas si è battuta sin dalla sua fondazione, in realtà non lo sono più ed è da questa consapevolezza che sono nati i nostri Stati Generali. Se si mettono in discussione i diritti e la loro esigibilità allora è necessario reagire: le norme sono buone se incidono in maniera concreta e positiva nella vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie, in caso contrario non servono a nulla”.

La necessità di agire da questo punto di vista è stata confermata anche dall’intervento degli Autorappresentanti del Trentino che, come di consueto, sono stati incisivi e senza giri di parole hanno illustrato a tutti i presenti quali sono oggi le carenze e le barriere con cui devono confrontarsi ogni giorno, invitando tutti coloro coinvolti sul tema ad impegnarsi e ad ascoltare la loro voce, quella dei diretti interessati.

Un intervento a cui tutti gli altri rappresentanti e relatori del mondo del Terzo Settore, del mondo accademico e delle istituzioni hanno poi fatto riferimento, ponendo l’inclusione, l’accessibilità e l’esigibilità come traguardi primari, così come ha evidenziato anche l’On. Alessandra Locatelli, Ministro per le disabilità, che anche in questa tappa trentina ha portato la sua vicinanza ad Anffas e alle sue persone, parlando dell’approssimarsi della sperimentazione sul territorio e dell’importanza della riforma che rompendo schemi sia di tipo sanitario che sociale permetterà finalmente di porre al centro la Persona, senza più alcuna etichetta.

Un percorso che sarà accompagnato dalla collaborazione con le istituzioni, impegno che i rappresentanti della Provincia Autonoma e del Comune - presenti il presidente del Consiglio Claudio Soini, il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, il sindaco Franco Ianeselli - hanno espresso chiaramente davanti a tutti sottolineando anche l’importanza della presenza di Anffas sul territorio (Anffas Trentino segue oltre 1.000 persone e opera con 41 sedi distribuite nelle valli trentine  con oltre 600 collaboratori), così come ha fatto l’Arcivescovo mons. Lauro Tisi che ha indicato Anffas come “Uno straordinario inno all’umano”.

L’evento ha visto ampi momenti di confronto grazie alla sessione dedicata al “Quadro Generale sui diritti delle persone con disabilita intellettive e disturbi del neurosviluppo e dei loro familiari in Trentino” e ai due panel pomeridiani dedicati alle testimonianze del territorio e al confronto con le istituzioni e gli enti del territorio.

Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas “Ringrazio il Trentino Alto Adige per questo momento importante di dialogo e confronto che ci ha consentito di avere una panoramica di un territorio che ha forme e condizioni particolari di autonomia e che a breve inizierà un percorso di sperimentazione e formazione fondamentale per il futuro delle persone con disabilità e delle loro famiglie che siamo certi consentirà di promuovere concretamente inclusione, esigibilità dei diritti e pari opportunità”.

“È stata una grande emozione vedere la sala così piena e animata” ha detto la presidente di Anffas Trentino Claudia Morelli “una partecipazione che testimonia come i diritti delle persone con disabilità e la loro inclusione siano temi nel cuore della nostra comunità. È stata un’occasione speciale in cui riflettere insieme, con tutte le parti coinvolte, su come realizzare questi diritti attraverso un dialogo franco e concreto. C’è molta fiducia e speranza verso l’avvio della sperimentazione della riforma sulla disabilità. Un importante passo prima di tutto culturale, che non può essere però un modello calato dall’alto, ma deve risultare il frutto di un rapporto dialogico con Istituzioni e Terzo settore”.

Di seguito gli atti dell'evento: