Fonte Autism-Europe (cui Anffas aderisce) - Autism-Europe e 51 importanti reti europee hanno firmato congiuntamente la dichiarazione congiunta "100 miliardi di euro per la spesa sociale? Il diavolo si nasconde nei dettagli". La dichiarazione giunge nel contesto dei negoziati in corso sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell'UE 2028-2034.
Nel luglio 2025, la Commissione europea ha pubblicato la sua proposta per il futuro QFP. La proposta introduce miglioramenti tecnici, come normative armonizzate, monitoraggio semplificato e maggiore flessibilità. Queste disposizioni specifiche hanno il potenziale per aumentare l'efficacia del prossimo bilancio dell'UE, ma comportano anche alcuni rischi.
Uno sviluppo significativo è la proposta di creare Piani di Partenariato Nazionale e Regionale (PNR), che uniranno diversi finanziamenti, tra cui il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), la politica di migrazione, integrazione e gestione delle frontiere e la Politica Agricola Comune (PAC), in quadri nazionali unici. I Piani sono stabiliti nell'ambito del Regolamento PNRP, che include anche i fondi UE Facility e Interreg per la risposta alle crisi e la cooperazione transnazionale.
L'EASPD, insieme ai partner europei, ha valutato la proposta della Commissione europea sulla base degli otto fattori chiave di successo precedentemente evidenziati per un futuro FSE+. I partner della coalizione rappresentano servizi sociali, organizzazioni della società civile, sindacati, operatori dell'istruzione e della formazione permanente e l'economia sociale.
La valutazione evidenzia serie preoccupazioni circa la capacità dell'attuale proposta di bilancio dell'UE di realizzare le sue ambizioni sociali e il raggiungimento del pilastro europeo dei diritti sociali, evidenziando carenze chiave quali:
- La perdita di una linea di bilancio dedicata all’ESF+, sostituita da un obiettivo di “spesa sociale” del 14% distribuito su più fondi, il che significherebbe meno finanziamenti garantiti distribuiti su più aree di investimento;
- Uno spostamento verso una pianificazione nazionale centralizzata, indebolendo la partecipazione regionale e il coinvolgimento della società civile;
- L'eliminazione degli stanziamenti minimi per l'inclusione sociale, la povertà infantile e la deprivazione materiale, il che significa che non ci saranno più garanzie per gli investimenti in iniziative per gruppi esclusi o svantaggiati;
- L'eliminazione delle condizioni abilitanti, che in precedenza garantivano che gli Stati membri disponessero di strategie e misure di salvaguardia efficaci prima che i fondi dell'UE venissero spesi, ora rende gli investimenti meno responsabili e potenzialmente meno efficaci.
La coalizione chiede maggiori garanzie, finanziamenti sociali dedicati e attori locali responsabilizzati per garantire che le ambizioni sociali dell'UE si traducano in un impatto reale sul territorio.
Leggi la dichiarazione completa e la valutazione della Coalizione qui.













