Fonte www.fishets.it  - "La vicenda di Corleone tragicamente estrema richiama l’attenzione sul tema che riguarda molte famiglie che vivono la condizione di disabilità. Nel caso specifico credo che la mamma si sia trovata di fronte ad un bivio: ha avuto timore che dopo la perdita del marito, da sola non ce l’avrebbe fatta a garantire una vita dignitosa alla propria figlia”. E’ quanto afferma all’Adnkronos Vincenzo Falabella, presidente di FISH*, Federazione per i diritti delle persone con disabilità e famiglie.

Non basta l’amore, né tantomeno i servizi sociali che seguono il ‘cammino’ di una persona con disabilità quando il carico di assistenza si fa insostenibile per un familiare già vulnerabile. Nell’ambito della disabilità sono necessari sostegni importanti, a cominciare da un percorso costruito nel tempo: un progetto di vita che garantisca a una persona un futuro nonostante la condizione di disabilità”, sottolinea Falabella.

“In Italia – spiega – le persone che hanno una condizione di disabilità sono circa 13 milioni (dati Istat), mentre sono circa 7 milioni i caregiver familiari. Nel corso di questi ultimi anni abbiamo lavorato insieme al Ministero per la Disabilità su una proposta di legge riguardante appunto i caregiver: dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri nel nuovo anno. La svolta è attesa a partire dal 2027.

Falabella fa poi una ulteriore riflessione dopo i fatti di Corleone e sostiene che “Abbiamo un sistema welfare che non funziona, perché non possiamo continuare ad avere soltanto un welfare protettivo e risarcitorio. Occorre un welfare che possa garantire dignità e opportunità alle persone con disabilità, un welfare che riconosca la persona prima ancora che la condizione di disabilità. Non sono sufficienti percorsi standardizzati dei servizi sociali, serve essenzialmente un progetto di vita per la persona con disabilità”.

Il decreto legislativo 62 (entrerà in vigore nel 2027), aggiunge, “Sarà necessario per arginare fenomeni come quello di Corleone. Ma i territori devono essere capaci di costruire politiche di intervento che vanno nella direzione di garantire dignità e pari opportunità. Soprattutto garantire alla persona con disabilità di poter avere un’aspettativa anche dopo la vita dei genitori. Insomma il Dopo di Noi”.

*Cui Anffas aderisce

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