Fonte www.minori.it - Il documento, basato sui dati provenienti da oltre 130 Paesi a basso e medio reddito, esamina l’entità della povertà multidimensionale misurando le privazioni in sei categorie: istruzione, salute, condizione abitativa, nutrizione, servizi igienici e acqua. L’analisi mostra che 118 milioni di bambini subiscono tre o più situazioni di deprivazione e 17 milioni ne subiscono quattro o più.

«La percentuale di bambini che subiscono una o più deprivazioni gravi nei paesi a basso e medio reddito – si spiega nel sito dell’Unicef - è scesa dal 51% nel 2013 al 41% nel 2023, in gran parte grazie alla priorità data ai diritti dei bambini nelle politiche nazionali e nella pianificazione economica. Tuttavia, i progressi stanno rallentando. I conflitti, le crisi climatiche e ambientali, i cambiamenti demografici, l'aumento del debito pubblico e il divario tecnologico sempre più ampio stanno aggravando la povertà. Allo stesso tempo, i tagli senza precedenti agli Aiuti Pubblici allo Sviluppo (APS) rischiano di aggravare la deprivazione dei bambini nei paesi a basso e medio reddito».

La pubblicazione analizza anche la povertà monetaria, che limita ulteriormente l’accesso al cibo, all’istruzione e ai servizi sanitari. Gli ultimi dati disponibili rivelano che oltre il 19% dei bambini nel mondo vive in condizioni di estrema povertà monetaria, sopravvivendo con meno di tre dollari al giorno.

In relazione ai bambini con disabilità, tra i diversi punti trattati, si legge che "I bambini con disabilità hanno una probabilità molto maggiore di vivere in povertà, poiché le loro famiglie devono sostenere costi sanitari sproporzionatamente elevati e i genitori possono essere impossibilitati a lavorare fuori casa a causa dei compiti di assistenza" e che "A livello globale, più di un quarto delle scuole non dispone di servizi igienici adeguati, il che colpisce in modo sproporzionato le bambine e i bambini con disabilità". 

La sintesi in italiano è qui disponibile, il testo integrale in lingua inglese è qui disponibile