Fonte Inclusion Europe (cui Anffas aderisce) - L’Unione Europea sta lavorando a una nuova normativa volta a facilitare la cooperazione tra Stati membri nei casi in cui adulti sottoposti a tutela legale si trasferiscano da un Paese all’altro. L’obiettivo è rendere più semplice il riconoscimento dello status di tutela tra diversi ordinamenti. Tuttavia, il tema solleva importanti criticità: la tutela legale, infatti, può limitare il diritto delle persone a prendere decisioni autonome, in contrasto con la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), ratificata sia dall’UE che dagli Stati membri.

In vista del cosiddetto “trilogo” tra Commissione europea, Parlamento europeo e Consiglio dell’UE, cinque organizzazioni europee – European Disability Forum, European Network on Independent Living, Inclusion Europe (cui Anffas aderisce), Mental Health Europe e AGE Platform Europe – hanno elaborato una posizione comune per orientare il testo finale della legge. L’obiettivo è garantire la piena tutela dei diritti delle persone con disabilità, in particolare quando si spostano o vivono in diversi Paesi europei.

Tra gli aspetti positivi già introdotti nel testo figurano il riconoscimento del supporto al processo decisionale, che consente alle persone di essere aiutate nel prendere decisioni autonome, e la valorizzazione dei poteri di rappresentanza scelti direttamente dall’interessato. È stata inoltre eliminata la proposta di creare grandi banche dati contenenti informazioni personali sensibili, rafforzando così la tutela della privacy.

Le organizzazioni chiedono però ulteriori miglioramenti. In primo luogo, è necessario porre al centro il supporto al processo decisionale, definendo chiaramente cosa si intende per “supporto”, garantendo che la volontà della persona sia sempre rispettata e prevedendo documenti accessibili. In secondo luogo, si chiede di vietare qualsiasi collocamento forzato in istituti, promuovendo invece soluzioni basate sulla vita indipendente nella comunità. Infine, si sottolinea l’importanza di proteggere la privacy, evitando registri centralizzati e garantendo che la condivisione dei dati avvenga solo con il consenso della persona interessata.

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