Fonte EDF - Un gruppo di organizzazioni per la parità di genere chiede alle istituzioni dell'UE di garantire che il Regolamento UE sulla protezione degli adulti tuteli i diritti fondamentali delle persone con disabilità e degli anziani. L'appello è condiviso dall'European Disability Forum, dall'European Network on Independent Living, da Inclusion Europe (cui Anffas aderisce), da Mental Health Europe, dall'European Council of Autistic People, dalla Validity Foundation e da AGE Platform Europe.
Le organizzazioni riconoscono l'importanza della legislazione in materia di diritto internazionale privato come strumento per garantire la certezza del diritto, evitare lacune e promuovere l'applicazione uniforme del diritto internazionale, anche all'interno dell'UE. Tuttavia, hanno espresso serie preoccupazioni in merito al fatto che il testo del regolamento proposto dalla Commissione europea nel 2023 non sia in linea con il diritto internazionale in materia di diritti umani.
Il testo proposto del regolamento potrebbe comportare un'ulteriore privazione delle libertà e dei diritti personali degli anziani e delle persone con disabilità, riconoscendo automaticamente i provvedimenti giudiziari che li privano della capacità giuridica, ovunque si trovino nell'UE. Potrebbe inoltre imporre soluzioni abitative, costringendo le persone ad accettare determinati alloggi o strutture di assistenza contro la loro volontà, arrivando persino a trasferirle in un altro Stato membro a tale scopo.
Le organizzazioni accolgono con favore gli sforzi del Parlamento europeo e del Consiglio dell'UE volti ad allineare meglio il testo alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), nelle posizioni adottate rispettivamente nel 2025 e nel 2026.
Il progetto di regolamento è ora oggetto di negoziati interistituzionali (triloghi) per concordare il testo definitivo. Si invitano le istituzioni dell'UE e tutti gli Stati membri dell'UE a promuovere e proteggere i diritti di tutti, in linea con la Convenzione, ricordando gli impegni assunti nelle conclusioni del Consiglio sulla protezione degli adulti vulnerabili in tutta l'Unione europea, adottate nel 2021.
Si chiede ai negoziatori di:
- Garantire la tutela dei diritti delle persone riconoscendo e valorizzando i regimi e i meccanismi decisionali supportati.
- Garantire che le misure di collocamento transfrontaliero siano possibili solo se basate sulla scelta, sull'autonomia e sul sostegno delle persone e che non si applichino al collocamento di persone con disabilità in istituti.
- Garantire la privacy dei cittadini tutelati dal Regolamento, assicurando che i dati relativi al supporto al processo decisionale o al potere di rappresentanza siano condivisi anche previo consenso della persona interessata.
Le organizzazioni hanno proposto un testo di revisione della proposta basato sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e sulla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
Contesto
Nel maggio 2023, la Commissione europea ha pubblicato una proposta di regolamento e decisione del Consiglio relativa alla "protezione transfrontaliera" degli adulti. Tale progetto di legge si basa sulla Convenzione dell'Aia del 2000 sulla protezione internazionale degli adulti, un testo giuridico internazionale non ONU che disciplina le norme applicabili alla "protezione" degli adulti in situazioni transfrontaliere.
La proposta riguarda le persone - perlopiù persone con disabilità e anziani - che si ritengono “incapaci di tutelare i propri interessi” e si trovano in una cosiddetta situazione transfrontaliera. Si tratta, ad esempio, di persone che possiedono denaro o beni (come case) in un altro paese, che cercano cure mediche all'estero o che si trasferiscono in un altro Stato membro dell'UE.











