Fonte www.vita.it - Parte da Genova il percorso nazionale di informazione e diffusione del Piano di Azione Triennale per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità, il documento strategico che definisce le priorità e gli interventi per rafforzare le politiche di inclusione in Italia. Dopo due anni di lavoro dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e il completamento dell’iter istituzionale, il Piano entra ora nella fase della sua attuazione sui territori.
L’iniziativa, ospitata dalla Regione Liguria e organizzata da Aism, inaugura un ciclo di dieci incontri che nei prossimi mesi coinvolgerà Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Marche, Lazio, Emilia-Romagna, Sardegna, Campania, Puglia e Sicilia. L’obiettivo è favorire la conoscenza del Piano tra istituzioni, amministrazioni locali, enti del Terzo settore e organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità, affinché le azioni previste possano tradursi in interventi concreti.
Il Piano di Azione Triennale, presentato il 3 dicembre scorso e successivamente approvato al termine del previsto iter istituzionale, è il risultato di un percorso partecipato che ha coinvolto amministrazioni centrali, Regioni, enti competenti, associazioni ed esperti. Si articola in sette linee di intervento e sessantasei linee di azione, con obiettivi, responsabilità, strumenti di monitoraggio e indicatori per valutarne l’efficacia nel tempo.
Tra i temi centrali figurano l’accessibilità universale, la salute, l’inclusione scolastica e lavorativa, il progetto di vita, la sicurezza inclusiva e il monitoraggio delle politiche pubbliche. L’obiettivo è superare una visione frammentata della disabilità, promuovendo un approccio integrato che metta al centro la persona e i suoi diritti.
«Il Piano di Azione Triennale è il risultato di un grande lavoro condiviso che ha coinvolto istituzioni, amministrazioni, associazioni e organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità. Oggi si apre la fase più importante: quella della sua diffusione e attuazione. Abbiamo bisogno dell’impegno di tutti per trasformare le azioni previste in cambiamenti concreti nella vita delle persone», ha dichiarato la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli.
Anche la Regione Liguria ha sottolineato il valore del Piano come strumento operativo per costruire una nuova visione della disabilità, fondata non solo sulla risposta ai bisogni sanitari ma su una presa in carico complessiva della persona. Al centro di questo percorso vi è il progetto di vita individuale, considerato il principale strumento per integrare interventi sanitari, sociali e territoriali in un percorso personalizzato.
Per il Comune di Genova, la sfida sarà garantire che il progetto di vita diventi un livello essenziale delle prestazioni, sostenuto da risorse adeguate e da una collaborazione stabile tra istituzioni e mondo associativo. Un approccio condiviso anche dall’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e dalle federazioni Fish e Fand, che hanno evidenziato come la vera sfida sia trasformare il Piano in un sistema di interventi coordinati e realmente applicati nei territori.
«Aism ha contribuito alla costruzione di questo Piano come uno degli undici membri di diritto dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e oggi si assume la responsabilità di accompagnarne la diffusione e l’attuazione nei territori. Nell’Agenda della SM e patologie correlate 2030 il Piano di Azione Triennale rappresenta una delle leve fondamentali per promuovere diritti, inclusione e partecipazione. Continueremo a mettere a disposizione di istituzioni, federazioni e territori competenze, esperienze e capacità progettuali per accompagnare percorsi di cambiamento capaci di migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie» dichiara Mario Alberto Battaglia, Presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM), Direttore Generale Aism e Vicepresidente Fish.
Con la tappa inaugurale di Genova prende così il via una fase decisiva: quella che dovrà tradurre gli obiettivi del Piano in azioni concrete, rafforzando i diritti, l’autonomia e la piena partecipazione delle persone con disabilità alla vita delle comunità.











