Fonte FISH (a cui Anffas aderisce) - La Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie invita a prestare particolare attenzione a non perdere l’occasione rappresentata dal Piano Casa (Decreto-Legge n. 66/2026). Il provvedimento potrebbe infatti diventare un intervento strategico per mettere al centro dell’attenzione l’accessibilità e la fruibilità degli spazi interni ed esterni, garantendo pari opportunità per tutti e non escludendo nessuno.

La Federazione accoglie con interesse l’approvazione del Piano, che introduce misure per ampliare l’offerta abitativa, recuperare il patrimonio edilizio esistente e promuovere la rigenerazione urbana, prevedendo la riqualificazione di circa 60 mila alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Particolarmente positiva è la scelta di destinare risorse al recupero del patrimonio abitativo esistente, privilegiando la rigenerazione urbana rispetto al consumo di nuovo suolo e favorendo il riuso di immobili oggi inutilizzati o degradati. Si tratta di un’opportunità significativa anche per migliorare la qualità della vita di molte persone con disabilità e delle loro famiglie.

Tuttavia, il provvedimento non riconosce ancora l’accessibilità universale, la progettazione universale e la qualità inclusiva dell’abitare come principi strutturali delle politiche abitative.

“Le risorse destinate alla riqualificazione del patrimonio abitativo devono diventare un’opportunità concreta per garantire il diritto all’abitare anche delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Il Piano Casa contiene interventi significativi, ma sarebbe un errore limitarsi a riqualificare gli edifici senza interrogarsi su chi potrà realmente viverli in condizioni di pari dignità e autonomia”, dichiara il presidente della Federazione, Vincenzo Falabella.

Il tema si raccorda pienamente con il Piano Triennale di Azione dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, che individua proprio nell’accessibilità la prima linea strategica di intervento. Le proposte della Federazione rappresentano una concreta attuazione di questo indirizzo e possono trovare piena applicazione proprio attraverso i decreti attuativi del Piano Casa.

Per la Federazione, la principale criticità del provvedimento è l’assenza di criteri chiari e vincolanti che garantiscano che gli investimenti pubblici producano sistematicamente abitazioni accessibili, usabili e inclusive, in coerenza con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e con la UNI EN 17210:2021.

“L’accessibilità non è un elemento aggiuntivo, ma una condizione essenziale per garantire autonomia, partecipazione e pari opportunità. Per questo lavoreremo affinché i decreti attuativi recepiscano i principi della progettazione universale e valorizzino le risorse già previste dal Piano Casa. Solo così questa riforma potrà diventare una vera politica per i diritti, oltre che per l’abitare”, conclude Falabella.

La Federazione continuerà il confronto con Governo e Parlamento affinché i provvedimenti attuativi trasformino questa importante iniziativa in una concreta occasione di inclusione, rendendo l’accessibilità un requisito ordinario delle politiche abitative e degli investimenti pubblici.