Fonte VITA - Una riforma epocale corre sempre un rischio: rimanere scritta sulla carta senza riuscire a cambiare davvero la quotidianità delle persone. È per scongiurare questo pericolo che Anffas ha lanciato Rete 62, un progetto triennale innovativo che mira a tradurre in pratica la recente riforma sulla disabilità e, in particolare, il decreto legislativo 62 del 2024. Finanziata dal Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’iniziativa punta a sburocratizzare i percorsi e ad accompagnare famiglie, persone con disabilità e amministrazioni pubbliche in questo storico cambio di paradigma.

Il problema non è la disabilità. Il problema è un mondo progettato come se le persone con disabilità non esistessero. Parte da qui l’inchiesta di VITA magazine di giugno, un numero che scardina il principio dell’inclusione alla ricerca di una convivenza possibile.

 

Al centro della riforma c’è il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. Per renderlo un’esperienza concreta, Anffas sta costruendo una vera e propria infrastruttura coordinata a livello centrale che vedrà la nascita di almeno 20 Agenzie territoriali attive in 12 regioni. Questi presidi non si sostituiranno agli enti pubblici, ma agiranno come alleati strategici all’interno del quadro dell’amministrazione condivisa. Saranno luoghi fisici di ascolto in cui le famiglie potranno portare bisogni e aspettative per collaborare alla raccolta degli elementi utili e alla predisposizione del progetto di vita, supportando i cittadini anche nei complessi passaggi del procedimento amministrativo e nel successivo monitoraggio.

Accompagnare le persone, le famiglie, gli operatori

L’esigenza di questo intervento e le sue profonde motivazioni sono state illustrate nel dettaglio da Emanuela Bertini, direttrice generale di Anffas Nazionale, che ha spiegato la genesi dell’iniziativa, nata a seguito della partecipazione a un avviso pubblico: «Il progetto nasce da un’esigenza molto sentita all’interno della rete Anffas, ma non solo. C’è la necessità di accompagnare la rete stessa, ma più in generale le famiglie, le persone con disabilità e gli operatori della pubblica amministrazione nell’attuazione della riforma sulla disabilità e dei relativi decreti attuativi».

L’obiettivo fondamentale è chiaro: «Vogliamo aiutare la riforma a diventare esperienza concreta e quotidiana, riducendo la distanza tra un diritto formalmente riconosciuto e la possibilità concreta di esercitarlo. La riforma è un punto di svolta epocale per il nostro Paese ed è un cambiamento per tutti. Come Terzo settore non vogliamo sostituirci a nessuno, ma vogliamo assolutamente fare la nostra parte, mettendo a servizio della comunità competenze e conoscenze per far sì che questa svolta entri davvero nei territori, nelle prassi, nei servizi e nella cultura».

Bertini ha poi specificato come il progetto intenda agire concretamente sul territorio attraverso una cabina di regia centrale e una rete capillare: «Anffas Nazionale curerà il coordinamento. I protagonisti saranno tutti i soggetti del sistema: la nostra rete, a partire dagli enti che già gestiscono uno sportello o un’agenzia contro la discriminazione, ma anche le famiglie, le persone con disabilità e, dove sarà possibile, tutti i servizi sociali, le Uvm, le Ats e gli altri attori che alimentano il sistema».

Ridefinire i rapporti con la Pubblica amministrazione

Il percorso, strutturato su tre anni, punta a ridefinire i rapporti con la Pubblica amministrazione: «Vogliamo fare in modo, da una parte, che la riforma sia conosciuta affinché ognuno sappia quali sono le nuove regole del gioco. Dall’altra, attraverso le agenzie che andremo a costruire, offriremo dei luoghi fisici in cui le persone e le famiglie vengano ascoltate, portando aspettative e bisogni. Saremo al loro fianco per informarle e collaborare alla raccolta degli elementi utili per predisporre una proposta di Progetto di Vita che sia personale, partecipata e sostenuta da evidenze scientifiche. Un team di persone appositamente formate accompagnerà la famiglia e il pubblico lungo tutto il procedimento amministrativo, mettendosi al servizio della comunità per giungere a un progetto validato che trovi attuazione e che possa contare su un successivo monitoraggio e aggiornamento».

Infine, la direttrice generale ha chiarito la natura degli sportelli locali e lo sviluppo futuro della rete, con le nuove agenzie che nasceranno attraverso una selezione interna degli enti Anffas: «È una vera e propria start-up dal punto di vista territoriale. Aiutiamo a creare una rete di agenzie dotandole degli strumenti necessari per strutturarsi nel tempo ed essere parte integrante di un sistema che negli anni andrà a svilupparsi, promuovendo sinergie stabili con le pubbliche amministrazioni nell’ambito dell’amministrazione condivisa. Per questo, la prima parte dell’iniziativa sarà interamente mirata alla formazione, con percorsi differenziati per famiglie, persone con disabilità e operatori, con una particolare attenzione a chi andrà a definire le équipe all’interno delle agenzie territoriali».

Nei prossimi tre anni il progetto si svilupperà seguendo questa fitta programmazione di informazione e formazione differenziata, con una particolare attenzione a chi lavora nelle équipe e nelle commissioni preposte alla valutazione di base. Fondamentale in questo processo sarà il potenziamento dei già esistenti Sportelli accoglienza e informazione – Sai di Anffas, che consolideranno il loro ruolo di orientamento per i cittadini sulle novità introdotte dalla legge. Dal punto di vista operativo, la rete di agenzie potrà contare anche sul sistema digitale Encare, uno strumento scientifico strutturato, realizzato negli anni da Anffas insieme al consorzio La Rosa Blu, che consente la corretta predisposizione e gestione dei progetti personalizzati.

La centralità e l’urgenza di questo intervento sono state ribadite anche dal presidente nazionale di Anffas, Roberto Speziale, in occasione del lancio ufficiale del progetto, avvenuto con un evento online. Speziale ha ricordato come la riforma rappresenti una delle più importanti innovazioni degli ultimi anni relativamente alle politiche per la disabilità, con un forte impatto sulla vita delle persone e dei loro nuclei familiari. Proprio per questo, l’investimento strategico di Anffas punterà in modo deciso su informazione, formazione, accompagnamento e partecipazione, gettando le basi per alleanze istituzionali capaci di rimettere al centro i desideri e i diritti della persona.