La nuova Strategia dell’Unione europea per l’equità intergenerazionale mira a garantire che le politiche europee rispondano alle esigenze delle diverse generazioni, valorizzando la voce dei giovani e rafforzando la solidarietà tra giovani e anziani.
Tra gli aspetti positivi, la Strategia riconosce alcune delle barriere incontrate dai giovani con disabilità, in particolare nella transizione dalla scuola all’età adulta e al mondo del lavoro. Evidenzia inoltre come le discriminazioni e gli ostacoli strutturali possano accumularsi nel tempo e trasmettersi da una generazione all’altra.
Restano, tuttavia, importanti lacune. La Strategia non affronta adeguatamente le condizioni e i bisogni delle persone anziane con disabilità e non prevede misure sufficientemente incisive in materia di tecnologie assistive, competenze digitali, accesso ai finanziamenti europei, abitazioni accessibili, trasporti, sport, tempo libero, contrasto alla povertà e inclusione nelle politiche climatiche e di gestione delle emergenze.
Il Forum Europeo sulle Disabilità chiede pertanto alla Commissione europea di coinvolgere direttamente le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative, compresi i gruppi di giovani e anziani, nella realizzazione e nel monitoraggio della Strategia. È inoltre necessario introdurre indicatori capaci di misurare concretamente l’inclusione e tenere conto delle discriminazioni multiple e intersezionali.
Per i giovani con disabilità, le priorità indicate si concentrano su tre pilastri: garantire una reale libertà economica, senza perdere sostegni e prestazioni con l’ingresso nel mondo del lavoro; assicurare alloggi accessibili e percorsi verso l’autonomia abitativa, contrastando l’istituzionalizzazione; rendere pienamente accessibili e inclusivi gli spazi sociali, culturali e ricreativi.
Senza interventi concreti e senza la partecipazione diretta delle persone con disabilità, l’equità tra le generazioni rischia di rimanere un obiettivo incompleto.











