
Anffas Nazionale, unitamente alla Consulta Inclusione Scolastica Anffas, ad Anffas Emilia-Romagna e ad Anffas Mirandola, esprime forte preoccupazione in merito alle notizie riguardanti una possibile significativa riduzione del servizio di assistenza educativa scolastica destinato agli alunni e alle alunne con disabilità frequentanti gli istituti scolastici del Comune di Finale Emilia.
Secondo quanto emerso nel corso di un confronto svoltosi tra i suddetti Enti Anffas il 17 luglio 2026, in occasione di una riunione tenutasi il 14 luglio u.s. tra il Comune di Finale Emilia, famiglie e istituzioni scolastiche – al quale, tra l’altro, non sono state coinvolte né le associazioni di rappresentanza delle persone con disabilità e le loro famiglie né le organizzazioni sindacali, che vi hanno, infatti, potuto prendere parte solo perché informati dai propri associati – sarebbe stata prospettata una riduzione delle ore di assistenza educativa scolastica, fino ad un sostanziale dimezzamento – e anche oltre – rispetto al fabbisogno individuato e recepito nei rispettivi Piani Educativi Individualizzati (PEI), a causa dell'insufficienza delle risorse economiche disponibili. Al riguardo, è opportuno evidenziare come la mancata o ritardata predisposizione dei sostegni e delle risorse deliberate dal GLO possano essere considerate come una diretta lesione del diritto allo studio e un potenziale fattore discriminatorio: il rispetto delle scadenze per la redazione del PEI (approvazione definitiva entro il 31 ottobre) è fondamentale per garantire un avvio d'anno scolastico realmente inclusivo e privo di ritardi.
Pertanto, Anffas ritiene doveroso richiamare l'attenzione dell'Amministrazione comunale sul quadro normativo vigente, nella convinzione che il dialogo istituzionale rappresenti la strada migliore per evitare decisioni suscettibili di compromettere il diritto all'inclusione scolastica.
L'assistenza educativa scolastica/per l'autonomia e la comunicazione costituisce, infatti, una misura essenziale per garantire il diritto all'istruzione e all'inclusione degli alunni e delle alunne con disabilità. Le prestazioni necessarie sono individuate all'interno del Piano Educativo Individualizzato (PEI), elaborato dal Gruppo di Lavoro Operativo per l'Inclusione (GLO), sulla base dei bisogni concreti della persona.
In riferimento alle figure di supporto di cui sopra, inoltre, è importante sottolineare la netta distinzione tra l'assistenza di base (igienico-personale, a carico dell’istituto scolastico) e l'assistenza specialistica all'autonomia e alla comunicazione e come per quest'ultima sia fondamentale una qualifica professionale idonea e una continuità del servizio fin dai primi giorni di lezione poiché questo punto rappresenta una delle criticità che vengono segnalate più di frequente dai territori.
Sulla base di quanto sopra detto, è chiaro che eventuali riduzioni delle ore motivate esclusivamente da esigenze organizzative o da vincoli di bilancio si porrebbero in contrasto con la normativa vigente e con un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato.
Particolarmente significativa è, in tal senso, la recentissima sentenza del Tribunale di Trapani del 30 giugno 2026, pronunciata nell'ambito di un'azione collettiva antidiscriminatoria promossa da Anffas Nazionale e Anffas Sicilia. Il Tribunale – richiamando la copiosa giurisprudenza, anche costituzionale, sul tema – ha affermato che gli enti locali non possono introdurre criteri organizzativi o finanziari che comportino, di fatto, una riduzione delle misure di assistenza previste nei singoli PEI, ribadendo che tali prestazioni sono determinate dal GLO sulla base dei bisogni individuali degli alunni e non possono essere unilateralmente rimodulate per esigenze di bilancio. Il Giudice ha, inoltre, ricordato che il contenuto del PEI costituisce il parametro di riferimento per l'erogazione delle misure di assistenza e che l'autonomia organizzativa e finanziaria degli enti locali non può giustificare la compressione del diritto fondamentale all'inclusione scolastica.
“Auspichiamo che le notizie circolate in questi giorni non trovino conferma nei fatti”, dichiarano congiuntamente Anffas Nazionale, la Consulta Inclusione Scolastica Anffas, Anffas Emilia-Romagna e Anffas Mirandola. “Qualora, invece, dovessero essere adottati provvedimenti diretti a ridurre le ore di assistenza educativa individuate nei PEI esclusivamente per ragioni finanziarie, ci troveremmo di fronte ad una decisione incompatibile con il quadro normativo vigente e suscettibile di determinare una grave lesione del diritto all'inclusione scolastica, oltre che di integrare una condotta discriminatoria."
Per tale ragione Anffas invita il Comune di Finale Emilia a confermare che ogni eventuale determinazione sarà assunta nel pieno rispetto della normativa vigente e dei bisogni individuali degli alunni e delle alunne con disabilità, evitando riduzioni generalizzate delle prestazioni individuate nei PEI.
Anffas ribadisce, al tempo stesso, la propria piena disponibilità ad un confronto istituzionale volto ad individuare soluzioni rispettose dei diritti delle persone con disabilità e delle competenze di tutti i soggetti coinvolti e dichiara di essere pronta, ove necessario, a schierarsi al fianco del Comune per richiedere che i fondi stanziati a livello nazionale e regionale per tali finalità siano opportunamente incrementati senza scaricarne il peso e le responsabilità sui soli enti locali.
Qualora, tuttavia, dovessero essere adottati provvedimenti lesivi dei diritti degli alunni con disabilità, Anffas Nazionale, unitamente alla propria rete associativa, valuterà l'attivazione di ogni iniziativa, anche giudiziale, ritenuta necessaria per assicurarne la piena tutela.











