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Ledha Milano scrive al nuovo sindaco
Tratto da www.personecondisabilita.it - Come
ad ogni cambio di Giunta o di Governo e dopo che l'adrenalina elettorale è
scemata (euforia per chi ha vinto e amarezza per chi ha perso), si torna alla
normalità della vita quotidiana e con essa le speranze o i dubbi nei confronti
della nuova realtà tornano a misurarsi con i "problemi" concreti.
Indubbiamente la vittoria elettorale del nuovo Sindaco di
Milano, Giuliano Pisapia, è stata accompagnata da una forte volontà di
cambiamento e da un' attenzione programmatica a temi come inclusione,
accoglienza, accessibilità, diritti e, soprattutto, dalla dichiarata volontà a
condividere con le realtà vive della società percorsi comuni, nel rispetto dei
reciproci ruoli, per dare vita ad una Milano "più bella" (parole del
Sindaco) e più rispettosa dei reali bisogni dei cittadini milanesi.
Ecco perché LEDHA Milano, Coordinamento associativo della
città di Milano per i diritti delle persone con disabilità, intende porre
all'attenzione del Sindaco Pisapia alcune questioni che ritiene essere dirimenti
per poter cominciare ad affrontare con "il piede giusto" la questione disabilità
nell' ambito della ristrutturazione dell'organizzazione della giunta comunale.
Innanzitutto ci sentiamo di chiedere il mantenimento di una
struttura autonoma per affrontare i temi specifici sulla disabilità includendo
in essa il tema relativo ai minori con disabilità, che allo stato attuale
sono spesso oggetto di rinvii da una struttura all'altra soprattutto per la
scuola (a volte per l'amministrazione comunale sono minori altre sono persone
con disabilità), e quello relativo alla persona straniera con disabilità
(a volte considerato "straniero", a volte minore, a volte persona con disabilità
con conseguente passaggio da un ufficio all'altro).
L'aver avuto, con la giunta precedente, come unico riferimento
l'Assessorato alla Salute, è stata un'esperienza positiva in quanto al
suo interno è stato sviluppato il settore disabilità e questo ci ha
permesso di avere un unico interlocutore e dare dignità ed importanza alle
questioni che riguardano i diritti e a declinare i bisogni dei cittadini, delle
famiglie, della Associazioni che vivono e lavorano nell'ambito della disabilità.
Positiva è stata inoltre la modalità con cui sono stati
affrontati temi importanti, attraverso la costituzione di gruppi di
lavoro (ad es. bando accreditamento sfa cse e cad, bando vita indipendente,
prerequisiti osservatorio cittadino sulla disabilità ecc.) che hanno visto la
partecipazione delle differenti componenti del sottotavolo tematico disabili del
Piano di Zona (Associazioni, Enti Gestori, Fondazioni e funzionari del Comune di
Milano) che riteniamo importante mantenere soprattutto in vista della
prossima scadenza del Piano di Zona attualmente vigente (2009-2011).
Teniamo molto anche al proseguimento dell'esperienza avviata
nello sperimentare nuovi approcci nella ricerca delle soluzioni per la
ridefinizione di un sistema dei servizi che veda il cittadino con disabilità
protagonista del proprio progetto di vita (L. 328/2000), sicuri che questo
protagonismo possa aiutare a razionalizzare e rendere più efficace la spesa
sociale, intesa finalmente come un investimento e non come un costo
improduttivo.
Queste sperimentazioni nascono dalla consapevolezza della
necessità di una razionalizzazione del sistema del welfare che deve
però partire da una analisi e una presa in carico che sia in funzione della
"domanda", ovvero dei bisogni, e non derivante da un adeguamento in funzione
"dell'offerta" esistente, ovvero il sistema dei servizi, riuscendo così ad
uscire finalmente dall'ottica dell'aggregazione per disabilità ed arrivare a
quella per bisogni.
La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità
definisce: "la disabilità come un concetto in evoluzione" e questo
significa che con il mutare della società si modificano anche i bisogni e
quindi servizi che andavano bene vent'anni fa, oggi potrebbero essere non più
adeguati a rispondere alle nuove esigenze dei cittadini con disabilità ed in
particolare non essere più in grado di promuovere azioni in funzione di una
maggiore inclusione sociale.
Un altro nodo importante e pieno di aspettative riguarda il
rispetto da parte del Comune di Milano della normativa vigente in tema di
compartecipazione alla spesa e, di conseguenza, il rispetto delle ormai
tantissime sentenze del TAR e della Consulta in materia.
Inoltre, per quanto concerne EXPO 2015 , siamo convinti
anche noi che questo evento possa essere uno strumento eccezionale di rilancio
della nostra città (Barcellona, Torino.... insegnano) e di opportunità di
sviluppo economico e sociale. E' per questo che vorremmo che questa occasione
servisse anche per sperimentare nuove soluzioni di inclusione delle persone
con disabilità ma anche di altri cittadini a rischio di emarginazione, a partire
dalla questione dell'ABITARE .
Noi pensiamo che valga la pena un confronto ed una riflessione
comune su questi temi, così come è importante garantire una informazione
adeguata ed una accessibilità all'altezza di Milano per tutti quei turisti
che hanno particolari esigenze (esigenze connesse alla disabilità, alla
religione, a necessità alimentari specifiche...).
Riteniamo che EXPO 2015 offra l'occasione di affrontare anche
il tema dell'inclusione lavorativa, che ancora oggi ha barriere
insormontabili, e ci auguriamo che questa amministrazione la sappia cogliere
per rilanciare questo strumento di inclusione così come ha fatto Regione
Lombardia.
Per concludere ci piacerebbe condividere con Il Sindaco Pisapia
e la sua nuova Giunta un obbiettivo per i prossimi 5 anni:
MENO istituzionalizzazione delle persone con disabilità e
PIU' progetti di inclusione e di Vita Indipendente che significa un po' meno
solidarietà e un po' più riconoscimento dei diritti.
Per questo obbiettivo LEDHA Milano è pronta a mettersi in gioco
da subito mettendo a disposizione tutta la sua esperienza e tutte le sue
competenze.
Approfittiamo di questa lettera aperta per porgere al Sindaco
Pisapia, a tutta la nuova Giunta e a tutto il Consiglio Comunale un augurio di
Buon Lavoro, un lavoro che dia gambe alle speranze risvegliatesi a Milano, una
Milano che deve tornare ad essere un punto di riferimento per l'intero Paese.
Marco Rasconi, Presidente LEDHA Milano
P.S. Nel precedente Consiglio Comunale non si è riusciti ad
approvare un odg per una ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle
persone con disabilità a causa di alcuni consiglieri dell'allora maggioranza
nonostante il grande impegno profuso per l'approvazione da parte dell'Ex
Assessore Landi. Sarebbe bello che uno dei primi Consigli Comunali fosse
dedicato anche alla "presa in carico" da parte del Comune di Milano della
Convenzione ONU.
7 giugno 2011
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